La Lombardia prosegue nel percorso di riforme tese a rendere maggiormente performante il sistema sociosanitario. Se dal 2015 il cittadino si è dovuto abituare a dire addio alle vecchie Asl e alle Aziende ospedaliere, sostituite da ATS e ASST, siamo ora ad un ulteriore step, incentrato sul prendersi cura sistematicamente del paziente cronico mediante nuovi strumenti come il Patto di Cura e il Piano Assistenza Individuale. Abbiamo intervistato l’Assessore al Welfare di Regione LombardiaGiulio Gallera per capire quali sono passaggi incisivi di questa riforma e in che modo influiranno sui pazienti lombardi.

Presa in carico del paziente

“Questa grande riforma che unisce ospedale e territorio rientra in un’unica filosofia. Un sistema come il nostro, grazie a ricerca e innovazione, offre prospettive di vita insperate ma implica una serie di disturbi cronici – legati anche all’innalzamento dell’età media nonché alle patologie correlate alle società del benessere, quali diabete o ipertensione – può essere sostenuto solo scegliendo una strada che sappia adattarsi ai tempi e alle nuove necessità.”

Esordisce Gallera, spiegando le ragioni profonde alla base della Riforma:

“I bisogni del paziente sono cambiati ma in Italia abbiamo ancora un sistema ospedalocentrico, che stiamo cercando di modificare. Ogni risposta veniva trovata all’interno dell’ospedale: ciò implicava costi altissimi: è come prendere una Ferrari per andare a comprare il pane sotto casa, uno spreco non sempre mirato e necessario. Abbiamo iniziato quindi a uscire da questa logica a favore di una presa in carico del paziente.

Medici di medicina generale protagonisti

Un altro nodo fondamentale concerne il ruolo che andranno a giocare i medici di medicina generale:

“I medici di medicina generale devono essere i protagonisti e i punti di riferimento. Si tratta di un grande cambiamento culturale che sta incontrando resistenze da parte di tutti i soggetti coinvolti, che sono stati abituati a lavorare in un modo frammentario e iperspecializzato. Vogliamo piuttosto che si lavori in rete e ci si relazioni con gli altri specialisti e con il territorio. Nel frattempo andiamo avanti: la Riforma è infatti entrata nella sua fase attuativa.”

I numeri

“Abbiamo circa 300mila Patti di Cura già sottoscritti e circa 200mila Piani di Assistenza Individuali. Questi pazienti potranno contare su un modello operativo che li sgraverà dalla prenotazione delle visite, evitando anche le liste d’attesa. E’ inoltre in fase di definizione anche un accordo con l’Ordine dei medici, attraverso il quale siamo andati a ripuntualizzaro il ruolo strategico del medico di medicina generale, clinical manager, considerato la figura deputata per redigere il Piano di Assistenza Individuale. E’ fondamentale motivarli in modo che aderiscano in maniera sempre più massiccia alla Riforma, veicolando la sua positività anche ai cittadini. Abbiamo territori come l’area montana che vantano adesioni altissime, sopra l’80%, così come Lecco. La resistenza più grossa si trova invece a Milano, dove siamo intorno al 30%. Si tratta di una città complicata, con le proprie regole. Neli territori limitrofi c’è stata una migliore ricezione: le zona della Martesana e del Legnanese si attestano, attualmente, intorno al 38%.”

Un quadro di adesioni regionali che lo stesso Assessore definisce a “macchia di leopardo”.

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Liste di attesa, efficienza e sanzioni

Alcune Asst lombarde, come quella di Cremona, hanno stabilito che – dal mese di ottobre 2018 –  scatteranno delle sanzioni mirate a responsabilizzare il cittadino che “impegna” apparecchiature mediche e poi non si presenta agli appuntamenti prenotati senza disdire.

La madre di tutte le criticità è il tema delle liste di attesa, stiamo ragionando su una molteciplicità di soluzioni per ridurle: la modalità più strutturale resta sicuramente la presa in carico dei pazienti cronici. Aderendo al nuovo modello, infatti, non dovranno più prenotare le visite in quanto se ne occuperà il gestore, anche per un criterio di appropriatezza. Oggi c’è il rischio di incappare in una ridondanza di visite: un paziente cronico è afflitto da una serie di ansie legate alle sue patologie che lo portano a richidere una serie di rassicurazioni, che spesso sfociano in visite non sempre necessarie. Attraverso il Prenota Salute di Regione Lombardia tutte le aziende private e pubbliche della regione rendono note le loro disponibilità quotidiane, permettendo una programmaticità. Ciò consente al cittadino, in un momento di criticità, di poter scegliere da un più ampio ventaglio di strutture, ovviamente convenzionate.”

Responsabilizzazione e senso civico

“E’ importante indurre un comportamento virtuoso nel cittadino che, posto davanti all’urgenza di ricevere un esame specialistico, prenota la visita in più strutture ma non si cura di disdire l’appuntamento, creando un disagio e un danno soprattutto agli altri pazienti. Alcuni ospedali hanno iniziato a mettere in campo soluzioni come un sms per ricordare la visita, oppure sanzioni per chi non si presenta e non ha la cura di disdire per tempo. L’idea di “pagare se non vai” deve passare come principio – assicura Gallera – Ci stiamo ragionando e stiamo pensando ad altre soluzioni. La Corte dei Conti è molto attenta al tema e ha messo in campo una meccanismo sanzionatorio verso le strutture che non agiscono per riscuotere i ticket non pagati. Regione lombardia ci sta lavorando”.

Le riforme devono essere figlie dei tempi

Questa Riforma, ci spiega l’Assessore, è tarata sui tempi attuali: cambiano le malattie, cambiano le esigenze e gli assetti sociali:

“Senza contare l’importanza che l’innovazione e la ricerca giocano, anche e soprattutto nell’ambito di patologie croniche. Nanotecnologie e telemedicina risultano fondamentali per i pazienti cronici. Si tratta di strumenti costosi, anche per questo una riforma capace di tagliare gli sprechi può investire sui migliori e più adeguati trattamenti.”