Rubrica “Il governatore risponde”: per inviare le vostre domande al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana scrivete a ilgovernatorerisponde@netweek.it.

La domanda di questa settimana

Avvocato Fontana, ho seguito un po’ su giornali e tv la polemica sullo smaltimento dei rifiuti e apprezzo la sua posizione, ma mi chiedo: non si sta facendo un po’ troppa confusione, forse voluta, tra i vecchi inceneritori (obsoleti e da dismettere ove ancora in funzione) e i moderni termovalorizzatori (come quelli lombardi, che nel Nord Europa sono nel centro delle città e non producono alcun inquinamento)? Il metodo lombardo, come ha spiegato l’assessore Cattaneo, è un modello da seguire: altro che “vintage” come dice Di Maio, che vada a vedere il nuovo impianto in un parco di Copenaghen, dove c’è addirittura una pista da sci sopra la struttura. Presidente, se questi credono di poter risolvere tutto con le loro discariche facciano pure, ma come ha sapientemente dichiarato lei vorrà dire che la Lombardia chiuderà le sue porte ai rifiuti del Sud: che ogni regione si risolva il problema in autonomia così vediamo se ha ragione la scienza oppure la propaganda!
Mario – Assago

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Il governatore risponde

Questo è un tema molto importante, che non dev’essere trattato con slogan e ideologia, ma con logica e buonsenso. Sul territorio lombardo, dove ogni anno vengono prodotti 4,6 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani, 17 milioni di rifiuti speciali e 12 milioni di rifiuti da costruzione o demolizione, sono presenti 13 termovalorizzatori, impianti assolutamente controllati che azzerano l’inquinamento generando energia elettrica e calore, i quali non vanno confusi coi vecchi inceneritori, obsoleti e non più necessari che, dove ancora presenti, vanno assolutamente chiusi.
Sono circa 400mila le tonnellate di rifiuti che arrivano dall’esterno del nostro territorio regionale; di tutto questo, viene incenerito solo ciò che resta a valle della raccolta differenziata, del riciclo e del riuso. Il nostro modello è considerato un esempio anche all’estero: in Lombardia la differenziata è in costante aumento e 2,8 milioni di tonnellate di rsu vengono avviati a recupero, trasformazione e riutilizzo. A fronte di una produzione tra rifiuti urbani e speciali di circa 22 milioni di tonnellate, i termovalorizzatori lombardi ne smaltiscono 2,2 milioni, cioè non più del 10%.
Solo la frazione decadente, cioè quella che non può essere riutilizzata, anziché andare in discarica viene inviata ai termovalorizzatori, che subiscono 30 milioni di controlli all’anno da parte di Ispra. Per questo rispondendo a una provocazione con un’altra provocazione ho detto: se non ci si fida dei risultati scientifici che certificano che i nostri impianti non inquinano, vorrà dire che non accetteremo più i rifiuti prodotti nelle regioni del Sud. Con quasi il 70% di raccolta differenziata raggiunto in Regione, progressivamente potremmo così iniziare a dismettere alcuni impianti.