Le parole dell’onorevole Oscar Lancini, vicesindaco di Adro, sulla questione turca.

Sanzioni alla Turchia: le parole dell’europarlamentare leghista

L’onorevole Danilo Oscar Lancini, a fronte delle ultime notizie pervenute dalla Siria nord-orientale e dalle reazioni della comunità internazionale, ha rivolto un’interrogazione al Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. Dopo aver brevemente ricordato che l’escalation militare turca nella regione si è rivelata “una vera e propria operazione di rastrellamento ed eliminazione delle forze curde nella regione e non mancano le segnalazioni di esecuzioni sommarie di prigionieri e di civili, tra cui una giovane donna curda, attivista per i diritti umani» e che «desta grande preoccupazione la situazione degli ex-miliziani jihadisti dell’ISIS detenuti nella zona che potrebbero essere rilasciati”, Lancini ha ricordato quali sono state le reazioni del governo americano.

“L’Ue faccia come gli Usa”

“L’Amministrazione Trump – spiega Lancini – ha annunciato di voler imporre sanzioni sia contro i dirigenti del governo turco, sia contro chiunque attui azioni di destabilizzazione nel nordest siriano. Inoltre Washington intenderebbe aumentare i dazi sull’acciaio fino al 50% e fermare un accordo commerciale bilaterale da ben 100 miliardi di dollari”. Alla luce di quanto esposto l’onorevole Lancini chiede al Consiglio Europeo nella persona del suo presidente “se l’UE non possa prendere spunto dalle misure annunciate dagli USA per mettere a sua volta in atto un pacchetto di severe sanzioni economiche nei confronti della Turchia” e se “anche in ragione delle decine di miliardi elargiti fino ad oggi a quel paese senza reali miglioramenti per il pluralismo e la democrazia, non si intenda finalmente dichiarare concluso e respinto il negoziato di adesione della Turchia all’UE. Se davvero l’Unione Europea è qualcosa di più di una mera costruzione burocratico-finanziaria ed è in grado di intervenire con una voce sola in grandi emergenze internazionali come questa, ha il dovere di dimostrarlo adesso con un intervento forte e risolutivo contro l’arroganza di Erdogan, altrimenti confermerà in pieno tutte le critiche che i movimenti sovranisti le hanno sempre rivolto!”.

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