Sanità, rimane il test scritto per i direttori generali di Asst e Ats. Acceso dibattito al Pirellone sulla sanità.

Il fatto

La maggioranza “è andata sotto” nella votazione di un emendamento del Pd alla proposta della Giunta regionale contenuta nel progetto di legge in materia di sanità approvata oggi in Consiglio regionale. Nella fase pomeridiana della discussione, la maggioranza è stata battuta nei numeri dall’opposizione. Tutto rimarrà dunque così com’è per quanta riguarda le nomine dei direttori generali di Asst e Ats. Non solamente in base alla presentazione di curricula e successivi colloqui come pensato dall’Esecutivo, ma con il mantenimento della prova scritta come richiesto dal Partito democratico.

I confini: per le Asst della Brianza tutto rimandato

L’opposizione si è invece vista respingere la richiesta di modifica dei “confini” per quanto concerne le Asst della Brianza. L’assessore Giulio Gallera ha preso l’impegno di proseguire il dialogo con i sindaci di Monza e Brianza e provare a studiare un piano più articolato che possa portare al superamento delle criticità emerse in questi ultimi tempi. Il Consiglio, sia attraverso i lavori dell’Aula che attraverso quelli in Commissione e sul territorio ha messo in calendario di riaggiornare la questione entro sei mesi.

Il progetto di legge

Il provvedimento introduce alcune modifiche alla legge 23 di riforma del sistema sociosanitario regionale che nello specifico accoglie la richiesta sostenuta dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e avanzata dai sindaci del medio lago di Como, del Porlezzese e della Val d’Intelvi di rivedere gli azzonamenti sociosanitari territoriali e di riportare i Comuni facenti parte dellaex USSL 18 negli ambiti della Asst Lariana e dell’Ats dell’Insubria:anche l’ospedale di Menaggio sarà ricondotto all’interno dalla Aasst Lariana. Tali modifiche entreranno in vigore dal 1 gennaio 2019. Il provvedimento approvato oggi Consiglio regionale prevede anche l’attivazione dell’agenzia di promozione del servizio sociosanitario lombardo a livello nazionale e internazionale, non più come realtà a se stante ma riconducendo tale attività direttamente nell’ambito della Direzione generale competente in seno all’Assessorato regionale. Viene inoltre autorizzato in via sperimentale lo svolgimento dell’attività libero professionale con le modalità dell’intramoenia allargata nel rispetto della normativa vigente e delle linee guida che dovranno disciplinare anche idonei criteri definiti ai fini della trasparenza delle agende e della tracciabilità dei pagamenti, prevedendo altresì il collegamento in rete con le strutture del sistema. Viene previsto infine l’inserimento delle aree di montagna nella rete della formazione medico specialistica e viene dato mandato alla Giunta di definire una quota specifica di borse di studio aggiuntive da destinare specificatamente alle zone montane.  “Obiettivo raggiunto – commenta Fermi – Abbiamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto, rispettando le consegne ricevute e dando risposte concrete in tempi rapidi e nell’interesse del territorio. Auspico ora che con l’inizio del nuovo anno venga creato da subito un tavolo di lavoro con la rappresentanza dei Comuni dell’attuale Distretto del Medio Alto Lario per l’elaborazione di un progetto che garantisca la salvaguardia e la valorizzazione dell’Ospedale di Menaggio e che monitori costantemente l’attuazione della riforma sociosanitaria sul territorio”.

Voto contrario

Il progetto di legge è stato approvato con 42 voti favorevoli e 31 contrari, attraverso la modalità della votazione segreta, richiesta dal Pd. Il progetto di legge è stato stroncato da Marco Fumagalli del Movimento 5 Stelle: “Si tratta decisamente di un passo indietro per la sanità lombarda”. Voto contrario anche dal Pd. “Il dibattito in Aula e la votazione degli emendamenti e degli ordini del giorno ha evidenziato delle criticità – ha osservato Gian Antonio Girelli – Viene meno una lettura d’insieme della riforma sanitaria e una forma di garanzia e controllo. A breve ci troveremo a riaffrontare molte di queste questioni, non si esaurisce tutto con il voto di oggi”. Più bonario il commento di Michele Usuelli di (Più Europa): “Almeno in Aula il dibattito ha avuto una qualità migliore e più costruttiva rispetto ai lavori della commissione”.

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La Lega: “Appuntamento tra sei mesi”

La discussione del progetto di legge ha visto l’approvazione di una modifica proposta dalla Lega a un ordine del giorno nell’ambito della riforma della sanità lombarda, dove si chiede una revisione dei confini delle Asst della Provincia di Monza e Brianza entro 6 mesi. Nel merito sono intervenuti i consiglieri regionali brianzoli leghisti, Alessandro Corbetta, Marco Mariani e Andrea Monti.

 “La nostra proposta dalla Lega a questo Ordine del Giorno approvato – spiegano – invita la Giunta Fontana e l’Assessore al Welfare Gallera a portare, entro sei mesi, all’attenzione del Consiglio regionale della Lombardia, un provvedimento che vada a rivedere l’assetto organizzativo territoriale della sanità brianzola. La geografia delle Asst, rivista con la riforma sanitaria, ha certamente portato ad una razionalizzazione; questo però non significa che non possano essere messi in atto dei correttivi per migliorare la situazione odierna, in particolare per quanto riguarda la Provincia di Monza e Brianza. Si è voluto dare più forza alle istanze provenienti dal territorio, legittimando ulteriormente il tavolo di confronto con gli Enti locali e tutti gli attori coinvolti, ma soprattutto porre una precisa scadenza temporale, sei mesi, per consentire al percorso di confronto già in atto di concludersi con risultati concreti. Siamo dell’idea che al termine di questo percorso sarà adottata la soluzione più idonea per garantire il diritto alla salute nella maniera più funzionale possibile ai cittadini di Monza e Brianza”.

In mattinata, di confini, liste d’attesa e di risorse aveva parlato anche Marco Mariani con un intervento che ha messo nel mirino l’ospedale di Vimercate.

Il commento di Ponti (Pd)

“Grazie a un nuovo ordine del giorno che ho presentato e alla disponibilità del collega Andrea Monti e dell’assessore alla Sanità Gallera, Regione Lombardia ha recepito l’invito a discutere con l’Assemblea dei sindaci della Brianza la revisione dei confini delle Asst di Monza e Brianza entro 6 mesi. Un successo di tutti gli amministratori del territorio e delle comunità che chiedono da tempo una suddivisione diversa delle aziende socio sanitarie”, commenta Gigi Ponti, consigliere regionale del Pd.

“Una richiesta – aggiunge Ponti – che scaturiva dal fatto che i confini stabiliti ora creano un serio problema sul territorio di Monza e Brianza. E non è una questione campata per aria o solamente legata allo scontro politico: i sindaci si erano espressi già due anni fa e avevano anche indicato qual era la proposta per ricostruire una condizione di operatività più adeguata. Il nostro desiderio è di non fare aspettare la gente di fronte a una situazione paradossale dal punto di vista organizzativo, che davvero non sta in piedi. Quindi, ho chiesto ai colleghi consiglieri del territorio se volessero cambiare qualcosa, nel segno di ciò che serve realmente alla provincia di Monza e Brianza, e non lo dico io ma, appunto, i consigli comunali, anche di comuni importanti come Seregno e Lissone, e la stessa Assemblea dei sindaci della Brianza. La risposta è stata positiva”.