Se il referendum acqua pubblica si deve fare, occorre decidere in fretta i termini e le modalità.

La diffida

E’ di ieri la diffida del Comitato Referendario Acqua Pubblica, nella persona del legale rappresentante Mariano Mazzacani. La diffida alla Provincia di Brescia, nella persona del suo presidente Pier Luigi Mottinelli, richiede di:

1) procedere alla stesura e approvazione del bilancio dell’ente, anche provvisorio, entro e non oltre il giorno 20 marzo 2018, ivi inserendo la spesa necessaria per la consultazione referendaria;
2) procedere entro il giorno 25 marzo 2018 alla fissazione della data della consultazione
referendaria da individuarsi in una data non successiva al giorno 24 giugno 2018, ultima data utile come da regolamento citato, articolo 14 comma 2;
3) predisporsi tutto quanto richiesto e necessitato dal citato regolamento (articoli da 15 a 20) per lo svolgimento della consultazione.

Le date papabili per il referendum acqua pubblica

Le date per il referendum devono essere una domenica compresa fra il 30 aprile ed il 30 giugno di ogni anno. Considerato che la spesa referendaria deve essere deliberata a bilancio dalla Provincia, e che servono 90 giorni di preavviso, il Comitato ha scelto lo strumento della diffida.

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Le vie legali

Il testo della diffida, inviata via PEC alla Provincia, si conclude ribadendo che la diffida “è volta ad ottenere l’adempimento di ATTI DOVUTI in forza di norme vigenti e tassative”.

Se tali atti dovuti non saranno messi in pratica, “si procederà, in tutte le sedi amministrative e/o giudiziarie consentite”.

Altro sul quesito referendario e la sua ammissibilità si trova qui.

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