Insediato il Consiglio comunale a Chiari. Capitanio eletta presidente del Consiglio, mentre la minoranza invita ad attendere l’esito dei ricorsi.

Insediato il Consiglio comunale a Chiari

Ad aprire la prima seduta del Consiglio comunale a seguito delle elezioni è stato il consigliere Roberto Campodonico, più preferenziato in questa tornata elettorale. A lui l’onore di pronunciare il primo discorso del nuovo mandato amministrativo che ha visto la riconferma del sindaco  Massimo Vizzardi dopo una battaglia all’ultimo voto. Sotto la guida di Campodonico, che si è ben destreggiato nel ruolo, è filato liscio il primo punto. Nessuna osservazione contro i consiglieri eletti mentre al posto di coloro che sono entrati in Giunta sono subentrati Laura Rocco, Alessandro Gozzini, Rachele Baresi, Laura Capitanio e Michela Martinazzi. Gremito per l’occasione (e come mai per il Consiglio) il salone Marchetti.

L’elezione del Presidente del Consiglio

Un punto che poteva essere più contrastato, ma che si è risolto con l’astensione dei consiglieri di minoranza. L’opposizione infatti, dato il successo alle elezioni, aveva chiesto una scelta condivisa e di conoscere prima delle votazioni il nome prediletto dalla maggioranza. La squadra di Vizzardi, (per la quale ha parlato l’ex presidente del Consiglio Alessandro Gozzini) ha deciso di proporre quello di Laura Capitanio, poi confermata. “Non abbiamo nulla in contrario al nome della Capitanio, ma non avendolo saputo prima e non essendo stati coinvolti nella decisione, non voteremo negativamente ma ci asteniamo”, ha commentato il consigliere Alessandro Cugini che ha corso contro Vizzardi nella tornata elettorale. L’ex assessore alla Cultura e allo Sport è stata eletta da tutta la compagine di maggioranza e dal sindaco e ha augurato a tutto il Consiglio (e lei stessa) un buon lavoro, promettendo di agire nel bene comune.

Gli interventi

Comunicazione della Giunta e del vicesindaco così come la scelta della Commissione elettorale erano gli altri punti all’ordine del giorno, ma seppur su questi è filato tutto liscio lo stesso non si può dire degli interventi dei consiglieri di maggioranza e di minoranza. Entrambi si sono appellati alla ricerca di rispetto e della collaborazione, ma non sono di certo mancate le frecciatine. Da una parte la minoranza ha evidenziato la spaccatura della città e le numerose preferenze raccolte, sottolineando una “risicata vittoria” e le questioni da risolvere (inserite nel programma elettorale presentato a sostegno della candidatura di Cugini) e dall’altra, la maggioranza e in particolare il sindaco stesso, ha sottolineato come siano stati “spostati circa 2.000 voti nella stessa giornata”, voti che hanno premiato un partito forte come la Lega alle Europee e il primo cittadino uscente alle elezioni comunali. L’intento, almeno a parole, sembra però quello di voler trovare un dialogo tra le parti. Nota positiva? La presenza di volti freschi e giovani che in molti hanno evidenziato. Anche gran parte del pubblico si è invece alzata in piedi durante il giuramento del sindaco Massimo Vizzardi.

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L’ombra del ricorso

La minoranza, soprattutto nelle persone di Campodonico e Cugini, ha però invitato la maggioranza a non dormire sonni tranquilli. Permane l’ombra del ricorso. L’opposizione aveva infatti fin da subito annunciato l’intento, ufficializzato in questi giorni secondo quanto emerso in Consiglio, di avviare procedure per il riconteggio delle schede e soprattutto per ottenere la maggioranza in aula (con il famoso fenomeno dell’anatra zoppa) per il voto ottenuto dalle liste. Inoltre, tra i punti di scontro, ancora una volta, non sono mancate la caserma dei carabinieri e soprattutto la scuola, tema di cui si è fatta carico soprattutto il consigliere di minoranza Silvia Ghilardi (tra le mamme del movimento Il Varisco al Santellone).

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