I militanti del coordinamento No Tav Brescia-Verona, a seguito del daspo urbano emanato ieri dal Comune di Lonato, non ci stanno e replicano alle accuse di aver disturbato e interrotto la conferenza di giovedì sul Piano di sviluppo rurale in municipio.

Dissenso, non disturbo

A parlare è uno dei portavoce del coordinamento, Fiorenzo Bertocchi: “I provvedimenti per ora sono solo tre e hanno colpito per 48 ore i tre attivisti identificati, cioè solo i residenti a Lonato, che non possono andare in centro e nell’area della Fiera fino alle 13 di domani. Al “daspo urbano” introdotto dal decreto Minniti-Orlando e applicato dal Comune, si aggiunge una sanzione di 100 euro a testa; altri dieci militanti sono stati identificati. Spiace vedere come il dissenso politico e l’ “agibilità democratica” siano messi da parte”.

La lite non è scoppiata per colpa dei No Tav, a detta dell’altro militante Alessandro Scattolo. “Appena siamo entrati, il sindaco Tardani ci ha dato un ultimatum di 5 minuti per andarcene, perché a quanto pare si trattava di “un’iniziativa privata” di Coldiretti sebbene la cittadinanza fosse invitata, almeno a leggere il manifesto. Noi inizialmente non avevamo disturbato nulla, abbiamo intonato lo slogan scritto sul nostro striscione dopo che alcuni membri di Coldiretti si sono alzati per coprirci, poi c’è stata la reazione violenta dell’assessore lonatese Roberto Vanaria e l’intervento della polizia locale. Siamo al colmo, il “daspo” viene dato a noi e non a chi effettivamente ci ha spintonato e voleva colpirci. Va detto che invece dalla platea non si è alzato quasi nessuno”. L’assessore alla Sicurezza nega a sua volta le accuse, affermando di “non aver mai mosso le mani” e anzi di essere stato graffiato lievemente da una militante.

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La questione Tav

Prosegue Bertocchi: “Le accuse sono ingiuste anche perché dopo l’intervento della locale siamo rimasti in sala e non impedivamo di entrare a nessuno, contrariamente a quanto è stato detto. Abbiamo scelto, non a caso, la zona di via Mantova per questa conferenza stampa, perché qui c’è la sede dell’azienda proprietaria dell’ex cava e area di cantiere Tav sequestrata per prima a ottobre. A quanto pare l’alta velocità a Lonato è un nervo scoperto, per l’amministrazione, ma anche per la Lega che a livello nazionale governa con i 5 Stelle, da sempre tra i movimenti contrari all’opera. Proprio dal Movimento, e in particolare dal ministro alle Infrastrutture Toninelli, ci aspettiamo un atto concreto che fermi tutto l’iter: anche adesso che i lavori sono fermi, i tentativi di esproprio vanno avanti. In tutto questo Coldiretti, che aveva organizzato la conferenza di giovedì, non ha mosso un dito”.

L’associazione dei coltivatori, tramite il suo vicepresidente Silvano Brescianini, aveva respinto le accuse già giovedì. Annalisa Baldrati del comitato lonatese aggiunge: “Il movimento No Tav non è fatto di sole tredici persone, ma da migliaia e migliaia in tutta Italia”. Il coordinamento ha lanciato una raccolta fondi (all’iban IT68M0760105138214070114075) per le spese sostenute, dato che oltre al Daspo urbano di due giorni ci sarà, come detto, una multa per i tredici identificati.