Convivenza tra sanità pubblica e privata in un mondo che cambia” è il titolo dell’incontro con l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera promosso oggi, venerdì 4 ottobre 2019, al Fondo Brugarolo Azienda Agricola Nature&Spa di Sulbiate (Mb), dal nostro gruppo editoriale Netweek.

Ad accogliere l’assessore l’ad di Netweek Alessio Laurenzano e il vice president Sales & Marketing Riccardo Galione, a moderare il dibattito il direttore editoriale Giancarlo Ferrario. Presenti in sala numerosi stakeholder del territorio.

L’intervento dell’assessore Gallera

“Momento di confronto interessante, tema strategico. Si parla di convivenza, ma in Lombardia c’è proprio una partnership fra pubblico e privato. Un sistema sanitario integrato, insomma, un unicum a livello nazionale, malgrado le difficoltà nel sostenerlo. La legge regionale 33/97 ha cambiato il mondo: pubblico o privato accreditato a disposizione nella massima libertà per l’utente. Certo, l’innovazione è molto legata al profitto: il privato è più orientato verso di essa, nel miglioramento dei processi. L’assistenza è più legata al pubblico, anche in logica non remunerativa. Il nostro ruolo è proprio quello di mescolare le carte: favorire innovazione nel pubblico e mettere il privato anche nelle condizioni di poter fare assistenza. Una coesione finora risultata virtuosa”.

Investimenti e non solo.

“Negli ultimi tre anni abbiamo investito tantissimo in una sanità pubblica che possa essere competitiva quanto il privato. Merate, Seriate: anche non grandi ospedali sono oggi dotati di tecnologia all’avanguardia. In dieci anni, da Bergamo a Como, poi anche tantissimi nuovi ospedali. Il numero dei malati cronici continua a salire, l’aspettativa di vita anche, ma con un bisogno sempre crescente di servizi sanitari, che mette a dura prova il sistema: abbiamo bisogno di condividere obiettivi… se fino a cinque anni fa si poteva ancora pensare “Ognuno fa quel che vuole”, oggi non è più possibile. I fondi governativi stanziati negli ultimi anni sono fortunatamente aumentati, ma ancora non corrisponde alla crescita dei bisogni”.

Pluralismo come modello.

“In Lombardia 34% di servizi sono erogati dal privato: nelle regioni vicine non è così, il privato ha spesso solo un ruolo accessorio, giusto quando il pubblico non arriva a coprire i servizi essenziali. Di fatto, non viene riconosciuto. Se le liste d’attesa sono inaccettabili, il privato va coinvolto per trovare in parte soluzioni a questo problema: in Lombardia battaglia tremenda, ma a livello nazionale non c’è questa attenzione. Noi siamo per pluralismo e libertà di cura: introduciamo costi standard per tutti, facciamo controlli, ma chiediamo al privato di essere con noi in questa sfida, come nel nostro modello”.

I VOLTI DEL CONVEGNO:

L’intervento di Rusconi (Habilita)

Roberto Rusconi, patron del gruppo bergamasco Habilita.

“Siamo presenti in Lombardia e Piemonte per un totale di 450 posti letto. Un primo aspetto che metto in rilievo è il divario fra Nord e Sud, sensibilmente più “lento”. Se il pubblico copre il 28% delle prestazioni, va poi considerato come dato importante. Gestiamo l’ospedale pubblico di Sarnico, precedentemente in perdita: l’ospedale piccolo di provincia rivalorizzato attraverso il privato è un modello sostenibile. Se le regole per pubblico e privato sono diverse, i risultati ottenibili possono essere di ottimo livello, il privato come marcia in più ha inoltre anche una relativa “velocità” maggiore. Nel privato non si pensi sia tutto facile… I grossi gruppi riescono a razionalizzare meglio, ma in Italia ci sono almeno un centinaio di realtà in affanno coi bilanci (più al Centro-Sud). Le difficoltà ci sono. Mi auguro che si scongiuri il pericolo di tagli lineari: ostacolare il pluralismo, distrugge il valore”.

L’intervento di Casazza (Ats Mb-Lc)

Silvano Casazza, direttore generale dell’Ats (ex Asl) di Lecco e Monza Brianza.

“La riforma ha reso l’Ats una antenna del territorio, lavorando su processi trasversali. Quindi integrazione fra ospedali e rete ambulatoriale territoriale con i servizi di distretto dell’Ats. Un esempio è la gestione dei cronici: erogatori di servizi sia pubblici e privati rispondono meglio insieme ai bisogni sempre più crescenti. E l’altro ambito di integrazione è coi Servizi sociali dei singoli Comuni. Senza dimenticare Terzo settore e farmacie. Insomma tutti coinvolti. Un esempio? In Valsassina è proprio un soggetto del Terzo settore ad occuparsi della consegna dei farmaci a domicilio!”.

Insomma, oltre la convivenza: integrazione. Perfetta identità di vedute fra Casazza e Gallera, in questo senso.

Leggi anche:  Nessuna discussione, la richiesta di Sosteniamo Paratico non viene accolta

L’intervento di Cerioli (Aiop)

Renato Cerioli di Aiop, uno dei rappresentanti deil settore privato nel campo della Sanità.

“Oscilla fra 65% e 35% l’incidenza fra pubblico e privato, in Lombardia. Sia a livello di posti letto che di prestazioni, i valori cambiano ma grosso modo questi pesi sono cristallizzati ormai da diversi anni. Quando parliamo di pazienti da fuori regione, i numeri sono alti su entrambi i fronti: si tratta di malati che vengono appositamente perché hanno necessità delle nostre strutture d’eccellenza, sia pubbliche che private. Il ruolo del privato è strettamente legato alla normativa. Se in Lombardia si può, è perché è stata data questa possibilità, per legge, in un quadro poi sviluppatosi in perfetta competizione paritaria. Altrove invece il provato serve solo per servizi complementari. La salute non è più solo la cura delle malattie, ma il mantenimento di uno stato di benessere”.

L’intervento dell’avvocato Bergamaschi

Barbara Bergamaschi, avvocato consulente di molte realtà sanitarie private sul territorio.

“In un’ottica di coordinamento fra pubblico e privato, il legislatore, con Legge di Bilancio 2019, è andato in controtendenza, almeno sul fronte della pubblicità. Introdotto un divieto, anche se non è un vero e proprio divieto: si richiama a una maggior serietà in tema di investimenti e comunicazione. Se i privati non possono pubblicare informazioni a carattere promozionale, tutto questo crea tuttavia molte difficoltà per molti professionisti iscritti all’ordine professionale. Non è possibile ad esempio comunicare risultati non provati. L’elemento nodale è la “suggestione”, vale a dire la campagna pubblicitaria dev’essere funzionale all’oggetto, rimanendo scevra da contenuti e immagini che possono generare false aspettative. Restrizioni sulla pubblicazione dei costi vanno nello stesso senso”.

L’intervento di D’Elia (Gruppo San Donato)

Massimiliano D’Elia del Gruppo San Donato.

“Trattiamo 4.5 milioni di pazienti l’anno, grazie a quasi 17mila dipendenti in Lombardia, ma non solo. Innovazione nella tecnologia, ma anche nel servizio: una sanità sempre più accessibile, comoda e veloce. Negli ospedali, ma soprattutto nelle Smart Clinc, centri ambulatoriali nei contri commerciali, contesti ad accessibilità facilitata. Sono nate nel 2014 (primo esempio a Stezzano), ora sono centri di servizi molto apprezzati, per i tempi d’attesa, la prenotazione immediata e i prezzi smart. Non un semplice ambulatorio, ma un “pezzo di ospedale” che si avvina ai pazienti sul territorio”.

L’intervento di Novellini (Fondazione Don Gnocchi)

Eufrasia Novellini, manager di Fondazione Don Gnocchi.

“Rispondere a sempre maggiori bisogni con modelli sostenibili: questo l’obiettivo di un operatore provato accreditato come noi. Ben 26 centro, 28 ambulatoriali. Ci occupiamo di fragilità su tutti fronti, dagli anziani ai disabili, ad esempio, e di riabilitazione dell’adulto. Il cittadino lomnbardo è veramente libero di scegliere: il nostro valore è esere un “compagno di viaggio” esperto, perché se io sono libero, ma non so dove andare, non sono per davvero libero! Inoltre portare la ricerca in clinica consente di superare il concetto di terapia: è il caso dei nostri “Care lab”, che porta la tecnologia anche a chi non se la può permettere”.

Il commento di Riccardo Galione

Riccardo Galione, Vice President Sales e Marketing di Netweek