CasaPound smentisce il caso Trenzano

Il caso

Torna il ping-pong mediatico sulla vicenda che nelle scorse giornate ha fatto parlare la politica locale. Anticipato giovedì scorso da una comunicazione arrivata da Roma, ripetuto dal primo cittadinoItalo Spalenza in seduta di Consiglio comunale, è arrivata nelle scorse ore anche la presa di posizione di CasaPound.

Dalle fila della Barricata, a Brescia in via Costalunga, arriva una secca smentita sulla vicenda. Dalle fila del partito di estrema destra, che a Trenzano negli scorsi anni ha visto la presenza del sindaco uscenteAndrea Bianchi è arrivato un secco «no» sulla questione del debito-credito con il Comune bassaiolo. Davide De Cesare, candidato sindaco in città e da anni attivo nel movimento, ha commentato giovedì mattina le dichiarazioni, descrivendo la vicenda come mera strumentalizzazione, inventata e infondata.

Nessun commento

«No comment alle parole di un sindaco che attacca su fatti che non esistono, cose infondate e senza vera sostanza – ha commentato l’esponente politico bresciano – Non ci abbassiamo a commentare lo sviluppo di questa storia, le modalità di comunicazione e non vogliamo fare pubblicità al primo cittadino».

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La vicenda

La scorsa settimana da fonti interne del Comune era trapelata un’indiscrezione sulla vicenda e sul rapporto tra Trenzano-CasaPound e uno studio legale romano. Arrivata in Municipio un’urgente comunicazione da uno studio legale della Capitale che venerdì sera è stata ufficializzata in consiglio comunale. Uno studio di avvocati romani avrebbe citato in causa Trenzano per alcune insolvenze del partito di estrema destra. Quello giunto in Comune sarebbe un atto di pignoramento presso terzi. CasaPound dovrebbe saldare un debito con Il consorzio utenze della società municipalizzata di Roma. Secondo le stime chieste si parla di 220mila euro per delle bollette non pagate.

Ulteriori dichiarazioni e sviluppi sono consultabili sull’edizione cartacea di venerdì del Chiariweek.