CasaPound non paga. Creditori bussano alla porta del Comune di Trenzano

La vicenda

Mercoledì mattina, è arrivata con alta urgenza una comunicazione dalla Capitale, indirizzata all’Amministrazione del paesino della bassa bresciana. Tra incredulità e stupore, la comunicazione proveniente da uno studio di avvocati associati, chiedeva soldi al Comune trenzanese, per colpa di insoluti lasciati a Roma da CasaPound.

La cifra richiesta

E’ arrivata in Municipio un’urgente comunicazione da uno studio legale della Capitale. Secondo indiscrezioni trapelate dagli uffici, uno studio di avvocati romani avrebbe citato in causa Trenzano per alcune insolvenze del partito di estrema destra. Quello giunto in Comune sarebbe un atto di pignoramento presso terzi. Tradotto in parole povere, CasaPound dovrebbe saldare un debito con Il consorzio utenze della società municipalizzata di Roma. Secondo le stime chieste si parla di 220mila euro per delle bollette non pagate. La società di riscossione crediti chiede dunque beni e crediti a Trenzano perché, secondo loro, CasaPound risulterebbe creditrice presso il Comune bresciano. Secondo la ricostruzione degli avvocati parrebbe Trenzano debba dei soldi al partito, che a sua volta verrebbero riscossi e girati a Roma.  Chiarimenti e verifiche sono in corso d’opera da parte dell’Amministrazione.

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La conferma durante il consiglio comunale

Venerdì sera, nella storica aula consigliare di via Vittorio Emanuele (stop ai consigli comunali nell’auditorium con la nuova amministrazione) il sindaco Italo Spalenza ha comunicato e ufficializzato questa situazione, sottolineando che in queste ore si stanno verificando le posizioni e facendo accertamenti.

Trenzano e CasaPound

Negli ultimo anni, Trenzano e CasaPound hanno spesso ricoperto le colonne dei media locali e nazionali per il rapporto tra l’ex primo cittadinoAndrea Bianchi (primo sindaco tesserato con il movimento di destra) e il partito.