“Basta fare gli ecologisti con gli inceneritori degli altri”. Il gruppo regionale della Lega contro l’art. 35  del Decreto Sblocca Italia.

“Basta fare gli ecologisti con gli inceneritori degli altri”

Presa di posizione dei consiglieri regionali del gruppo della Lega attraverso una manifestazione a cui hanno preso parte anche i rappresentanti brianzoli del Carroccio in Regione Lombardia. All’iniziativa erano presenti l’assessore Martina Cambiaghi insieme ai consiglieri Alessandro Corbetta, Marco Mariani e Andrea Monti.

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“L’art 35 del così detto Decreto Sblocca-Italia – spiegano i consiglieri leghisti –  ha reso ancora più difficile lo stoccaggio e la successiva valorizzazione dei rifiuti lombardi. Un articolo che contrasta nettamente con il principio di autosufficienza nella gestione del ciclo dei rifiuti perché consente a questi ultimi una libera circolazione all’interno del Paese. Di conseguenza, le Regioni che attuano prevalentemente azioni di carattere emergenziale e non strutturale, vengono deresponsabilizzate e continuano a spendere ingenti risorse pubbliche senza affrontare il problema alla radice”.

13 gli impianti attivi in Lombardia

Il forno inceneritore di Desio

“Regione Lombardia, con ben 13 impianti attivi sul suo territorio – di cui uno a Desio, in provincia di Monza e Brianza –  che smaltiscono anche buona parte dei rifiuti nazionali, non deve diventare la nuova terra dei fuochi. I termovalorizzatori non vanno demonizzati a priori, perché non si limitano a bruciare quella parte del rifiuto che non è comunque recuperabile ma possono anche produrre elettricità e calore che posso essere utilizzati per alimentare e scaldare residenze e attività del territorio”.

“Il senso del flash-mob – aggiunge Andrea Villa, commissario provinciale della Lega di Monza e Brianza – di oggi è proprio questo: basta fare gli ecologisti con gli inceneritori lombardi. La virtuosità della nostra Regione e della provincia di Monza e Brianza nella gestione dei rifiuti non deve e non può venire penalizzata da una norma sbagliata, capace non solo di generare un incremento dei costi di smaltimento che alla fine ricadono su tutti i cittadini lombardi, ma anche una diffusa difficoltà di collocare rifiuti che troppo spesso, come ci riportano i recenti casi di cronaca, si traduce in pericolosi incendi in aree dismesse, a danno della saluti dei cittadini e dell’ambiente”.