Abbiamo tutti qualcosa che ci rende unici, a volte non è facile trovare cos’è, ma vale la pena cercarlo.

Riattivare e riabilitare le persone che non riescono a reinserirsi nel mondo del lavoro è fra gli obiettivi di #Genera_azioni, uno dei progetti della seconda edizione del bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo che in tre anni, nella Bassa Bresciana Orientale, ha accompagnato più di 400 persone grazie a un approccio generativo, sull’individuo e sulla comunità, agendo sull’attivazione delle risorse esistenti, a partire anche da un rinnovato e mirato coinvolgimento delle aziende del territorio.

Brescia 400 disoccupati si sono riattivati

Nel progetto #genera_azioni, il tema del lavoro non è infatti stato posto solo in un’ottica occupazionale, ma anche e soprattutto di riattivazione e riabilitazione delle competenze trasversali e delle risorse personali e relazionali. Chiave sono stati i ”punti di comunità”, dei luoghi di partecipazione e prossimità creati attraverso il progetto#genera_azioni dove i cittadini si incontrano per condividere problemi e progettare risposte insieme agli operatori e agli enti locali; tra i tanti temi e bisogni affrontati nei punti di comunità, quello del lavoro è stato uno dei principali, insieme all’abitare e alla socialità.

Si è cercato di uscire dalla logica dell’agenzia del lavoro, non volevamo più che i colloqui individuali finissero con il solito: le faremo sapere.
Alessandro Gatti, facilitatore del punto di comunità di Carpenedolo

Welfare di comunità, una risorsa

I punti di comunità sono diventati i luoghi dove si sono svolti i laboratori di prossimità e di competenze: è stato infatti chiesto al Consorzio Tenda, partner di progetto incaricato sull’azione lavoro, di uscire dagli spazi tradizionali dell’agenzia per il lavoro che gestisce, rendendo i punti di comunità il luogo di incontro e di accompagnamento, utilizzando strumenti diversi: dall’offerta di tirocini e corsi di formazione, a colloqui individuali o momenti di gruppo con giochi di ruolo, simulazioni, testimonianze di persone che “ce l’hanno fatta” grazie al progetto o imprenditori e professionisti locali; a volte, le proposte dei temi da trattare sono arrivate dagli stessi frequentatori del punto di comunità. In generale, gli operatori del consorzio Tenda applicano strumenti e metodi già in loro possesso, ma è anche importante rimanere aperti e flessibili: all’inizio il progetto pensava molto di più a usare un approccio di “matching” domanda e offerta, con lo strumento dei tirocini e dei corsi di formazione, ma con la conoscenza sempre più vicina di chi si rivolgeva ai punti di comunità, si è deciso di lavorare anche sulle competenze trasversali e sull’emersione delle potenzialità della persona, proponendo diversi gradi di accompagnamento: e così dalla presenza a un incontro informativo, poi si suggeriva un percorso di gruppo, fino magari ad arrivare a un tirocinio o a un contratto; a volte è bastata la partecipazione ad alcuni incontri e altre opportunità sono nate spontanee, dall’iniziativa della stessa persona.

Il risultato più bello è quando, dopo avere seguito un laboratorio, ci chiamano e ci dicono: abbiamo trovato lavoro da soli.
Simona Chiodi, coordinatrice area lavoro

Fondazione Cariplo in campo

Nei punti comunità si svolgono attività di gruppo di ricerca lavoro, stesura curriculum, laboratori di competenze trasversali, incontri sulla social reputation tenuti dagli operatori lavoro, dai facilitatori e dalle aziende del territorio che hanno aderito al progetto. Un’agenzia assicurativa, una falegnameria, una cooperativa di riciclo dei materiali hanno tenuto dei laboratori di competenze mentre un’azienda agricola ha aperto le porte per una visita guidata e di conoscenza della sua attività.

Il primo anno è stato di rodaggio e mappatura sia della domanda sia dell’offerta: era importante andare al di là dei soliti contatti e soprattutto impostare in modo diverso i percorsi di accompagnamento, cercando di intercettare persone che magari non si erano mai rivolte ai servizi: fondamentale è stata in questa fase l’apertura dei punti di comunità, senza di essi non ci sarebbe stato lo stesso cambio di passo, anche se molte sono state anche le persone seguite attraverso segnalazione dei servizi sociali. Dal secondo anno il lavoro sul territorio è stato sempre più consistente, arrivando oggi a incontrare più di 400 persone e ad attivare circa 93 aziende del territorio. A fine aprile 2019, sono 79 le persone effettivamente inserite in un percorso occupazionale, di cui 43 tramite tirocinio attraverso fondi del progetto e 36 tramite assunzione e/o tirocinio a carico dell’azienda. Questo risultato è quello “ufficiale” ma quello che è sicuro è che molte delle centinaia di persone che hanno incontrato una o più delle opportunità dell’azione lavoro del progetto #genera_azioni hanno avuto l’occasione di riattivarsi. Molte sono state le persone che avevano una situazione più complessa, non riconducibile alla “semplice” ricerca di lavoro: una separazione, la necessità di cura dei figli o dei genitori, o una difficoltà a ricollocarsi, a seguito di un licenziamento improvviso dopo anni nella stessa azienda, o persone prossime alla pensione, sulla soglia della povertà e oramai sfiduciate, che non riuscivano ad andare al di là di lavoretti saltuari e in nero. Il ruolo del punto di comunità è stato quindi molto importante, perché in grado di fornire più che una singola risposta. Nell’ultimo anno sono aumentati i giovani, fra cui alcuni diplomati e molti “Neet”.

Molti arrivano demotivati, ma quello che abbiamo imparato è che chi partecipa, si attiva e trova.
Simona Chiodi, coordinatrice area lavoro

“Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo: a Brescia 400 disoccupati si sono riattivati

Progetto #genera_azioni

Sono tante le persone che si sono riattivate e hanno trovato lavoro grazie al progetto #genera_azioni. Abbiamo raccolto alcune storie.

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Marinella, 47 anni, ha sempre lavorato, ma quando due anni fa ha perso il lavoro, si è rivolta alle agenzie interinali senza ricevere alcun aiuto. Quando si è rivolta al Comune che l’ha indirizzata verso il progetto genera_azioni, attraversava un momento di crisi personale. Attraverso la sua partecipazione ai laboratori lavoro, ha aggiornato e migliorato il curriculum, affrontato con gli operatori i giochi di ruolo riguardanti il colloquio di lavoro finché è stata inserita in un percorso di tirocinio tre mesi in una cooperativa sociale dove si occupava di confezioni cosmetiche. Si trovava molto bene e aveva investito tantissimo sul lavoro, ma l’azienda non poteva assumere, così è andata nuovamente in crisi. Incoraggiata dagli operatori, ha partecipato ad altri tre laboratori di ricerca attiva del lavoro, ha imparato a mandare le mail con il curriculum in allegato e dopo vari colloqui ha ottenuto un lavoro stagionale in un albergo quattro stelle dove si occuperà della pulizia delle camere. “Quando mi sono rivolta al progetto genera_azioni, mi hanno seguito, spiegando come presentarmi e relazionarmi durante un colloquio e sul posto di lavoro. Ho soprattutto imparato che bisogna sapere ascoltare e che non bisogna avere paura dei cambiamenti.”

Le storie e i protagonisti

Rosella, 46 anni,era una persona un po’ isolata quando ha conosciuto il progetto genera_azioni. Quando le è stato proposto un percorso formativo di addetto alle vendite, non lavorava da dieci anni. È entrata in un vivaio a Ponte San Marco grazie a un tirocinio “Da aprile pulisco il vivaio e annaffio i fiori, sono contenta. Il responsabile e la mia collega sono persone speciali.” Il suo contratto è appena diventato un’assunzione. I suoi tutor l’hanno vista rinascere sotto tutti i punti di vista: fisico, lavorativo e sociale.

Amadou, 60 anni, è assunto in una cooperativa che si occupa di raccolta rifiuti sul lago di Garda, con un contratto stagionale. Aveva perso il lavoro nel 2011 e da allora aveva lavorato saltuariamente, solo di domenica. Ha conosciuto il progetto genera_azioni attraverso il Consorzio Tenda “Prima aspettavo la domenica per lavorare. Ero demotivato. Mi hanno aiutato a fare il curriculum e incoraggiato a cercare lavoro.” Amadou è uno storico frequentatore dei corsi di genera_azioni, ne ha frequentati davvero tanti da riciclo materiali a riparazione di biciclette, che gli sono serviti non solo per acquisire delle competenze ma anche per rimettersi in campo a livello sociale. Durante un laboratorio a Montichiari ha dichiarato di avere la patente ma non i soldi per potere comprare una macchina. Un collega di corso si è offerto di regalargli la sua auto rimasta ferma in garage, se avesse trovato i soldi per l’assicurazione. Adesso con la sua auto può raggiungere il posto di lavoro.

Diversa è la storia di Fatima, 21 anni, diplomata in ragioneria: è stata disoccupata solo per pochi giorni dopo la fine della scuola, e ora ha un contratto di apprendistato. Ha conosciuto il progetto quando si è rivolta al Consorzio Tenda per farsi aiutare con il curriculum ma ha sbagliato giorno e ha trovato un operatore che le ha subito offerto un colloquio di lavoro in un’azienda di allevamenti bovini che ha deciso di assumerla. “Lavoro nell’ufficio acquisti, mi occupo di giacenze magazzini e delle scorte dei mangimi per animali.” Si è recentementa resa disponibile a tenere un corso di inglese a Calvisano.

Durante il percorso formativo sono nate molte amicizie e lo raccontano con entusiasmo. Ed è nato perfino un gruppo whatsapp con cui anche a distanza di tempo le persone continuano a passarsi informazioni riguardo al proprio percorso lavorativo o a segnalare posizioni aperte.

La svolta è stata quando è nata una comunità di persone che cercavano lavoro che si aiutasse reciprocamente.
Alessandro Gatti

C’è un video della campagna #100volti dedicato al lavoro che spiega con un gioco come il lavoro sulle competenze trasversali, oltre ad aumentare l’occupabilità delle persone, sia un modo per farle sentire meno sole, incoraggiarle nella ricerca, promuovere relazioni positive e di sostegno reciproco e farle comprendere la loro unicità.

“Abbiamo tutti qualcosa che ci rende unici. Se ce lo mettiamo in testa, tutto cambia.”