Una scuola su tre in Lombardia, come in tutta Italia, a partire da settembre rischia di rimanere senza preside.

A lanciare l’allarme sono i sindacati Cgil e Cisl, all’indomani della decisione del Tar del Lazio che ha annullato il concorsone per l’assunzione dei nuovi dirigenti scolastici. Il motivo? Alcune presunte irregolarità nella composizione delle composizione delle commissioni di concorso, riguardanti due, forse tre componenti su circa un centinaio. Rischia così di trascinarsi ancora per lunghi mesi la crisi delle “reggenze”.

Le reggenze in Lombardia

Solo in Lombardia, le scuole  dirette da presidi “reggenti”, ossia  “in prestito” da altri istituti,   durante l’anno scolastico appena trascorso, erano 330. Anche l’anno prossimo altrettante potrebbero restare sguarnite con effetti prevedibili quanto a organizzazione interna.  

I presidi “reggenti” esercitano infatti la loro funzione parallelamente all’attività di direzione dell’istituto scolastico di cui sono “titolari”. Non è sempre così, ma spesso la dirigenza “reggente” implica minor attenzione e tempo dedicato agli istituti, con conseguente aggravio di compiti anche dirigenziali sul personale delle singole scuole.

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LA MAPPA:

Cisl: “Ripercussioni sull’intero sistema”

“Il rischio concreto è di avere, nella sola provincia orobica, almeno 40 scuole su 140 senza un Dirigente scolastico titolare” spiega Cisl Scuola in una nota, annunciando un contro ricorso al Consiglio di Stato per sospendere la decisione del Tar Lazio. “Cisl Scuola a livello nazionale, si è costituita in giudizio per difendere la legittimità della procedura: non possiamo permettere che le scuole siano prive di dirigenti. Sarebbe una situazione che creerebbe ripercussioni sulla intera qualità del sistema scolastico. Siamo convinti che occorra una maggiore appetibilità non solo in termini economici, della professione docente per i giovani laureati bergamaschi. Solo in questo modo si possono superare le consuete criticità della mancanza di docenti”.

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