Con il crollo del Bitcoin, da quasi 20.000 a meno di 4.000 dollari, conviene ancora investire sulle criptovalute? E’ questa, senza ombra di dubbio, la domanda che in questo momento si stanno ponendo gli investitori che ritengono attualmente appetibili le quotazioni delle monete virtuali, e che sono di conseguenza tentati dall’aprire posizioni long utilizzano le migliori piattaforme per fare trading.

Bitcoin 2018, un anno vissuto pericolosamente

Analizzando proprio l’andamento del Bitcoin, non si può nascondere il fatto che l’oro digitale si appresta a chiudere un 2018 che è stato un anno pessimo. All’inizio dell’anno, infatti, il Bitcoin valeva poco più di 17mila dollari dopo aver sfiorato quota $ 20 mila, massimo storico, nel mese di dicembre del 2017. Dopodiché, al netto di fiammate e rimbalzi di breve durata, la discesa dei prezzi per BTC è stata pressoché costante attraverso sezioni di ribasso spesso violente come quella dello scorso mese di novembre quando i prezzi da 6.300 dollari sono crollati nell’arco di meno di due settimane fino a $ 3.700.

La caduta del Bitcoin, pur tuttavia, non ha intaccato il tasso di dominanza visto che la capitalizzazione di BTC continua ad essere superiore alla metà dell’intero mercato delle monete virtuali. E questo perché con la caduta del Bitcoin c’è stata pure quella degli Altcoins con Ethereum che, tra le big, è stata quella più penalizzata visto che attualmente vale 108 dollari quando invece l’8 gennaio del 2018 ha toccato un massimo storico sul filo dei 1.400 contro il biglietto verde. Pure Ripple (XRP), che ha superato Ethereum in termini di capitalizzazione piazzandosi al secondo posto tra le monete virtuali al mondo, ha comunque pagato dazio visto che attualmente vale 0,35 contro il dollaro rispetto ad un massimo di sempre a $ 2.70.

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Capitalizzazione criptovalute crolla sotto i 120 miliardi di dollari

Quasi tutte le criptovalute hanno toccato il loro massimo storico tra il mese di dicembre del 2017 ed il gennaio del 2018 quando la capitalizzazione complessiva di mercato aveva superato quota $ 800 miliardi, mentre quella attuale a stento raggiunge i $ 120 miliardi. A bruciare la capitalizzazione sono stati i crolli di Bitcoin ed Ethereum, ma anche di Ripple, di Litecoin e del Bitcoin Cash autore di una controversa fork che, a detta degli esperti, ha rappresentato il fattore scatenante del crollo che c’è stato a novembre.

Quel che è certo è che al momento la capitalizzazione di molte criptovalute, date con buone prospettive di crescita, si è ridotta letteralmente ai minimi termini. Tra queste segnaliamo Ethereum Classic, VeChain, Omisego ed anche Qtum, Ontology e Verge. Quest’ultima, tra l’altro, è clamorosamente passata da un massimo storico a $ 0,22 agli attuali $ 0.007.

Il 2019 per le monete virtuali, quali prospettive?

Per il 2019 sono tanti gli investitori nel mondo crittografico che sono pronti a mettere la mano sul fuoco su un nuovo rally per il Bitcoin e per le altre criptovalute. Ma tutto ciò potrebbe accadere se e solo se ci sarà sul mercato l’ingresso degli investitori istituzionali che, nel complesso, continuano a mantenersi alla larga da un settore che, oltre ad essere molto volatile, è pure poco regolamentato. Ed in ogni caso, dopo un 2018 orribile per le monete virtuali, difficilmente il 2019 per il mondo crypto potrà essere così nefasto.