Game over per la Tovini. I timori sulla chiusura della scuola, preannunciata nelle scorse settimane, sono diventati realtà: nonostante la mobilitazione dei genitori e le promesse della Diocesi di trovare una soluzione,  la scuola media parrocchiale di Manerbio a luglio cesserà la sua attività didattica.

Chiudono i battenti

“Dopo vari incontri, specialmente nelle ultime settimane, a malincuore e con sofferenza si è giunti alla conclusione che da luglio 2019 le classi della scuola media non proseguiranno le loro attività didattica e formativa”. Non lasciano spazio all’interpretazione le parole del parroco don Alessandro Tuccinardi, che proprio oggi ha annunciato ai genitori degli studenti della Tovini la chiusura definitiva della scuola. Una scelta spinta, in primis, dalla situazione debitoria critica della parrocchia manerbiese. Nonostante gli sforzi dei genitori, prodigatisi nella ricerca di una soluzione e disponibili ad accollarsi un aumento delle rette, per il plesso, salvo miracoli, non ci sarà un futuro. “Comprendo l’amarezza e la costernazione che albergano nei vostri cuori  e vi assicuro che sono anche mie – ha continuato il parroco – Ringrazio di cuore quanti si sono prodigati e resi fattivi nel sostenere, promuovere e incoraggiare la scuola media. Ma proseguire oltre, di fronte al numero esiguo delle iscrizioni e ai costi di gestione, risulta per la parrocchia non più possibile”.

I genitori si sollevano

Il dado è tratto: parrocchia e Diocesi non sembrano intenzionate a tornare sui loro passi. Ma i genitori, che tanto hanno sperato e fatto per garantire un futuro alla scuola (e all’educazione dei propri figli) non si sono ancora rassegnati e ora sono pronti a “imbracciare i forconi” per difendere la Tovini. “Durante l’incontro della scorsa settimana si era garantito da parte delle famiglie lo sforzo di sostenere economicamente la scuola con un contributo derivante da un aumento delle rette pari a circa 100-200 euro annui a famiglia per la primaria e 200-300 per la secondaria – hanno spiegato – Un intervento che porterebbe nel complesso a garantire circa 50mila euro annui e che andrebbe a sommarsi alle altre strade valutate (aleggiava la possibilità di accorpare la scuola media alla Fondazione Ferrari o la partecipazione degli Imprenditori Cattolici). Ma per il parroco non sono stati sufficienti”.

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I battenti chiuderanno, dunque, sembra inevitabile. Ma altrettanto certo è la battaglia che le mamme e i papà degli studenti porteranno avanti in nome dei loro figli e di una realtà educativa il cui valore è stato più volte provato e sottolineato.

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