Birrificio Curtense. Come possono un agente commerciale della Caterpillar e un addetto specializzato nella lavorazione di profilati d’alluminio intraprendere insieme un’attività di successo? Semplicemente, licenziandosi e trasformando una passione condivisa in una professione che richiede impegno e competenza.

Birrificio Curtense, un’idea  del 2011

E’ il caso di Christian Manessi e Matteo Marenghi che nel 2011 hanno dato vita al Birrificio Curtense nel piccolo borgo di Monterotondo, frazione di Passirano (Bs), in piena Franciacorta. «Era dal 2000 – raccontano – che ci dilettavamo nel fare la birra in casa. Anno dopo anno abbiamo perfezionato le nostre ricette finché nel 2011 abbiamo deciso di tentare la grande avventura. Il movimento delle birre artigianali era andato irrobustendosi e noi in quell’anno abbiamo pensato di aver raggiunto un livello di preparazione tale da consentirci di trasformare l’hobby della birra in un lavoro. Certo, non sapendo come sarebbe andata, all’inizio abbiamo mantenuto le nostre rispettive attività. Poi, però, una volta compreso che dal birrificio avremmo potuto trarre belle soddisfazioni, nonché uno stipendio sufficiente per entrambi, ecco la decisione di lasciare il lavoro fisso per concentrarci esclusivamente sulla nostra passione, nonché nuova attività imprenditoriale».

La prima bionda, poi tutte le altre

La prima birra prodotta dal Birrificio Curtense è stata la Bionda: «Poi man mano abbiamo aggiunto diverse altre varietà: l’Ambrata, la Nera, l’Italian Grape Ale e per ultima la Ipa». Oggi l’azienda artigianale ha a catalogo una ventina di varietà di birre differenti: di queste, sei continuative durante l’anno, le altre stagionali e conto terzi. «Non è raro – spiegano i titolari – che qualcuno ci chieda una produzione personalizzata, magari partendo da una ricetta preesistente. Facciamo anche questo nel rispetto dei desideri del cliente e confezionando il prodotto con la sua etichetta».

Una crescita continua

Dal 2011 a oggi la piccola impresa è cresciuta sia dal punto di vista delle quantità, sia da quello dei collaboratori. «Eravamo da soli – precisano i titolari – oggi siamo in quattro. Il primo impianto era in grado di produrre 250 litri di birra per volta, da dicembre del 2017 arriviamo a 1.200 litri».

Il mastro birraio

Responsabile della produzione, o se preferite il mastro birraio, è Christian Manessi. «Verifico ogni giorno le diverse qualità in lavorazione – racconta – mentre Matteo si occupa degli aspetti commerciali. Dalla selezione della materia prima alla produzione, il lavoro di chi produce birra è molto simile a quello del cuoco. Per avere successo bisogna essere capace di abbinare i diversi ingredienti nel modo giusto e di incorporarli rispettando i tempi previsti dalle diverse ricette. E’ un processo di continuo miglioramento del prodotto finale la cui qualità si valuta man mano grazie ai giudizi della clientela e alla nostra capacità di saper ottenere gusto e aromi equilibrati, pur nell’ambito dei diversi stili.

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L’importanza di ingredienti e dosi

Il tipo di orzo (affumicato, tostato, torrefatto e così via), la scelta del luppolo (quello australiano è più agrumato, quello tedesco più nobile e terroso), il momento in cui quest’ultimo viene unito al mosto, il calcolo delle quantità di ingredienti da utilizzare per ogni tipo di birra sono tutte fasi del processo produttivo durante le quali si attribuiscono gradazione alcolica e corpo alla birra, determinando la qualità del prodotto».

Un impianto più grande

Il cambio di impianto ha rappresentato una fase delicata per l’attività. «Abbiamo dovuto fare attenzione a non perdere i nostri equilibri – afferma Christian – Siamo stati costretti a rimodulare un po’ tutto il processo produttivo, ma oggi possiamo dire che le nostre birre sono ancora più buone di prima».

I clienti

Chi sono i clienti del Birrificio Curtense? «Oltre ai privati che acquistano nel nostro spaccio interno od online, vendiamo il 70-75% delle quantità in provincia di Brescia attraverso alcuni distributori specializzati.
Una parte della produzione finisce in Toscana e, novità, presto inizieremo ad esportare la nostra Bionda anche negli USA».

Importanti riconoscimenti

Christian e Matteo hanno anche ottenuto importanti riconoscimenti internazionali (con la Scura hanno vinto la medaglia d’oro al Bruxelles Beer Challenge nel 2016, nello stesso anno la Bionda ha invece conquistato l’argento) e ora si trovano di fronte a un bivio: ingrandirsi o mantenere la dimensione artigianale? «Dopo il cambio di impianto vorremmo acquistare un altro fermentatore e ampliare il magazzino», dicono. E tutto lascia pensare che questo sarà il loro prossimo step in fatto di crescita aziendale.

L’azienda in breve

Il Birrificio Curtense, nato nel 2011, si trova nel cuore della Franciacorta (www.curtense.it, email: info@curtense.it, Via L. Cadorna, 53, Passirano, 030.8371831). Rigorosamente artigianale, produce oggi una ventina di varietà differenti di birra. I suoi titolari e fondatori, Christian Manessi e Matteo Marenghi, sono particolarmente attenti sia al processo produttivo sia alla selezione degli ingredienti. Con circa 130.000 litri imbottigliati all’anno e 12 riconoscimenti nazionali e internazionali al proprio attivo, i due stanno oggi ampliando il mercato bresciano e puntano ad avviare con successo l’esportazione negli Stati Uniti dove proprio nell’ultimo scorcio di 2018 hanno consegnato i primi due bancali di Bionda. L’azienda è oggi a un bivio: l’obiettivo è quello di crescere senza però penalizzare la qualità.