MuSa, il museo di Salò ha ospitato questa sera (giovedì) l’inaugurazione dell’ampliamento della sezione del Museo Archeologico Anton Maria Mucchi presente nei locali del museo salodiano in quello che è stato ribattezzato «museo nel museo».

MuSa e Museo Archeologico della Vallesabbia:una collaborazione vincente

L’evento ha preceduto l’inaugurazione della sezione romana del Museo Archeologico della Vallesabbia a Gavardo, che si terrà alle 20.30,  realtà presieduta da Marco Baioni. Proprio grazie a questa importante collaborazione sono giunti fino a Salò i reperti esposti nel museo della città:

«La collaborazione è nata due anni fa – ha spiegati la conservatrice Lisa Cervigni –  Il museo di Gavardo si è trovato costretto a concentrare le vetrine dedicate a Salò per far posto a quelle del territorio valsabbino, pertanto molti dei reperti oggi qui esposti sarebbero rimasti in magazzino. Presenti, inoltre, nei pannelli dei richiami al museo di Gavardo  come suggerimento di visita per coloro che transitano al MuSa e desiderino approfondire ulteriormente la storia del territorio».

L’idea portata avanti è quella di un «museo diffuso», come ha spiegato Baioni, con tante strutture museali capaci di fornire un’immagine per tutto il territorio dalla preistoria all’alto Medioevo. Tra i nuovi arrivi, parte dei corredi funebri, anche una collana di pietre preziose appartenute ad una donna.

«Sono molto soddisfatto del lavoro fatto – ha affermato il sindaco Giampiero Cipani – In questo modo è stata data luce ad un patrimonio importante capace di raccontare la storia di Salò e dei territori limitrofi, in una delle sale forse più belle del MuSa da dove è possibile ammirare lo splendido golfo di Salò».

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L’inaugurazione nel marzo 2018

L’ampliamento avviene ad un ano e mezzo dall’inaugurazione ufficiale della sezione «Museo Archeologico Anton Maria Mucchi». Una sezione, quella archeologica, che si prefigge di prendere per mano il potenziale fruitore ed accompagnarlo ad assaporare le varie sfumature della storia millenaria della città, intesa come parte del più ampio contesto storico Italiano ed Europeo. Sezione curata dal funzionario archeologo Serena Solano della Sovrintendenza di Brescia e Bergamo che ha realizzato materialmente il Museo insieme a Luisa Cervigni (conservatrice del MuSa), e Barbara Ghizzi (geometra comunale). 

Presenti i reperti provenienti dai corredi tombali della Necropoli del Lugone (area cimiteriale di epoca romana in uso a Salò tra il primo secolo d.C e la fine del quarto). 165 è il numero di tombe che vennero alla luce in seguito ad indagini condotte sulla necropoli tra il 1961-62 e il 1972-76.

Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, Roberta Ghirardi della Prefettura di Brescia, il sindaco di Roè Volciano Mario Apollonio e il professor Angelo D’Acunto.

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