Intelligenza artificiale al rogo a Travagliato con la “Ecia” dei Petrolini e C. Spettacolare, come ormai da 41 anni, il rogo di metà Quaresima.

Intelligenza artificiale al rogo a Travagliato

E’ stata processata e poi bruciata, proprio come vuole la storica usanza. Quest’anno il gruppo dei Petrolini e C. ha scelto come tema del falò del giovedì grasso l’intelligenza artificiale. Questa sera, nel piazzale del Centro sportivo, il gruppo di volontari che da 41 anni costruisce la monumentale “vecchia” tè tornato in scena con il patrocinio del Comune. Il gruppo, infatti, negli anni ha trasformato il tradizionale rogo della “ecia” in un vero e proprio spettacolo in cui viene processato il male (vizi, sciagure e chi più ne ha più ne metta).

Come vuole la tradizione: “bruson la ecia”

“Da 41 anni il nostro gruppo puntualmente ripropone la tradizione della “vecchia” da bruciare nel giorno del giovedì grasso, ovvero a metà Quaresima – ha spiegato Luciano Togno, portavoce dei Petrolini e C. – Il nostro obiettivo di partenza è stato di recuperare e mantenere viva questa tradizione, rendendola sempre più attuale. In passato questo rito serviva come esorcismo contro il male e il cattivo raccolto. Oggi è invece diventato un auspicio per il miglioramento della condizione umana”.

Col passare degli anni il rogo della “vecchia” si è evoluto. “Oltre ad aumentare i volumi, abbiamo caricato il manufatto di significati più moderni, tanto che dagli originari riferimenti iconografici alla tradizionale “vecchia” siamo passati a contenuti più attuali”, ha sottolineato Togno. I lavori per realizzare la gigantesca struttura che verrà messa al rogo sono iniziati il 7 gennaio.

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Il cattivo progresso e l’I.A.

“Già in passato avevamo scelto come tema il cattivo progresso, ma quest’anno abbiamo scelto di rappresentare questa condizione attraverso le macchine – ha proseguito – Oggi, pur apprezzando tutti i miglioramenti e le agevolazioni che la tecnologia ha portato nelle nostre vite, vogliamo mettere in guardia (o almeno porre il dubbio) sui possibili effetti collaterali che questa potrebbe avere sull’umanità. Fatichiamo ancora a comprendere quanto tutto ciò incida sulle nostre vite”. Da qui la scelta di processare l’intelligenza artificiale.

“Abbiamo voluto immaginare un futuro dove le macchine hanno raggiunto un tale grado di autosufficienza da colloquiare tra loro, dove potrebbero avere la supremazia sull’uomo – ha concluso – Non avranno difetti né sentimenti, ma saranno prive della coscienza, quella che l’ingenuo Adamo, che abbiamo immaginato nel nostro “processo”, cerca di ottenere attraverso San Pietro dall’Onnipotente. Peccando però di superbia, in quanto come un apprendista stregone Adamo vuole erigersi al pari di Dio, è stato cacciato per la seconda volta dall’Eden”.

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