E’ volata a Londra da giovanissima per seguire il suo sogno, quello di diventare produttore musicale, ingegnere di mixaggio e di registrazione. E ce la sta facendo, giorno dopo giorno. Negli ultimi tempi è arrivato anche un imporante riconoscimento dai Music Producer Guild Award 2018 come miglior ingegnere musicale emergente.

Il lavoro

I primi passi sono stati in provincia di Brescia con l’affiancamento all’ingegnere del suono Carlo dall’Asta e i lavori in vari locali e festival della zona.

Nella lunga intervista pubblicata sul ChiariWeek in edicola dal 16 marzo Marta Salogni ha raccontato poi dei primi passi a Londra e della realtà quotidiano del suo lavoro; termini come produttore musicale, ingegnere di mixaggio e di registrazione, possono essere ostici per chi non è del mestiere ed è proprio il racconto di quello che fa in senso pratico a far emergere la grande passione per quello che realizza.

E la passione ha dato i suoi frutti visto che Marta, partita da Capriolo, è finita a lavorare con Björk, The xx, M.I.A., Tracey Thorn, Frank Ocean, Bloc Party, Goldfrapp, Factory Floor, White Lies, Phil Selvay (Radiohead), Liars e moltissimi altri.

L’unione fra creatività e scienza

Dopo i primi passi sui palchi di Brescia Marta è stata colpita da questo mestiere: “Ero affascinata sia dall’aspetto scientifico che creativo del lavoro. Il veicolo musicale ha un grande potenziale, può trasmettere messaggi sia attraverso il suono che attraverso testi, rendendo la musica anche questione di poesia”.

L’Italia

Mi piacerebbe lavorare di piu’ in Italia, in quanto e’ il mio paese natale e la sua scena musicale fa parte del mio bagaglio culturale” ha spiegato Salogni.

Infatti ascolta anche molta musica italiana: “Ascolto di tutto, dalla classica, free jazz, pop, rock, alla minimal elettronica. E’ essenziale per il mio lavoro avere un’ampia conoscenza di genere e essere sempre informata sui nuovi dischi in uscita. Ascolto anche molta musica italiana, mi interessano specialmente i gruppi dell’avant-garde degli ani 60-70. Gruppo di Improvvisazine Nuova Consonanza, per esempio, di cui facevano parte un giovane Morricone, Egisto Macchi, Franco Evangelisti. Franco Battiato, soprattutto La Voce Del Padrone, e’ uno dei miei dischi preferiti. Poi CCCP, CSI, Massimo Volume…”

Sul numero del ChiariWeek in edicola dal 16 marzo un’intervista più approfondita.