Christo 2 anni fa inaugurava il The Floating Piers sul lago d’Iseo. Era il 18 giugno del 2016 quando si cominciò a camminare sulle acque del Sebino grazie alla passerella giallo dalia.

Christo 2 anni fa inaugurava il The Floating Piers

Esattamente due anni fa l’artista bulgaro Christo, noto nel mondo per le sue installazioni temporanee appartenenti alla corrente artistica della Land art, inaugurava l’opera sul lago d’Iseo. Dal 18 giugno 2016, per due settimane, i visitatori poterono camminare sulle acque del Sebino grazie a The Floating Piers, la passerella galleggiante ricoperta di tessuto giallo dalia.

Arrivarono a milioni da ogni angolo del mondo, autorità e vip compresi. Tutti sulle sponde del Sebino che, fino al “miracolo” dell’artista, era il lago meno noto della famiglia dei prealpini.

I visitatori poterono percorrere l’installazione che si sviluppava tra Sulzano, Montisola e l’isola di San Paolo, attraversando a piedi il lago. A questa fruizione diretta dell’opera si accompagnava la nuova possibilità di lettura del paesaggio dai punti panoramici presenti sulle alture circostanti.

Le premesse dei “ponti galleggianti”

L’idea progettuale era stata formulata e proposta da Christo e dalla moglie Jeanne-Claude in “2000 Metres Wrapped, Inflated Pier”, che doveva essere realizzato sul Rio de la Plata nel 1970, e in “The Daiba Project, Project for Odaiba Park”, pensato per la baia di Tokyo nel 1996. Queste realtà ampie o fortemente urbanizzate non consentirono l’attuazione del progetto a causa di complicazioni tecniche, burocratiche o economiche. Per questo motivo l’artista passò a una dimensione nuova, quella del paesaggio lacustre, perfettamente rispondente alle necessità tecniche del progetto.

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Il progetto si componeva di una serie di pontili galleggianti in polietilene ad alta densità ancorati al fondale del lago e rivestiti di tessuto arancione cangiante (color dalia) e increspato. Grazie a queste caratteristiche la superficie dell’installazione coglieva e rifletteva la luce nelle sue diverse declinazioni. Anche il lago svolgeva un ruolo attivo entrando in contatto con le sensazioni percettive di chi percorreva la strada arancione dai bordi inclinati, pensati per immergersi dolcemente nell’acqua.

Il “miracolo” di Christo

Tutti parlavano dell’installazione dell’artista bulgaro sul sebino e le code per raggiungere Sulzano e camminare sulla passerella giallo dalia erano infinite. Dopo due settimane e milioni di presenze sul Sebino, ormai conosciuto ovunque, la magia sparì, i pontili vennero smantellati, ma il “miracolo” era ormai compiuto.

Sull’onda del “dopo-Christo”, nel 2017, l’anno scorso, il lago d’Iseo è stato nuovamente invaso dai visitatori e dai turisti, che avevano scoperto un mondo nuovo, un territorio ricco di bellezze naturali, artistiche, storiche ed enogastronomiche. Regione Lomnardia ha deciso quindi di puntare sulla promozione dell’area Sebina con l’accordo quadro per lo sviluppo turistico dei 16 Comuni rivieraschi e 20 milioni di euro (10 messi in campo dalla Regione e 10 dai Comuni) per finanziare opere edili, paesaggistiche e architettoniche per il turismo.

Una sorta di “miracolo” che, grazie all’arte e al territorio del Sebino, ha permesso al lago d’Iseo di divenire meta di viaggi, visite, escursioni ed eventi di grande risonanza mediatica come, per citare gli ultimi, l’arrivo della 17esima tappa del Giro d’Italia a Iseo o il Festival dei Laghi.