Continua il processo per la morte della piccola Victoria Zikaj, la piccola flerese uccisa a soli 13 mesi da due pitbull dei genitori. Il giudice ha respinto la richiesta di procedere con un rito abbreviato condizionato avanzata dal legale del padre Egi Zikaj e della madre Olga de Luca, che assieme al nonno Hasan sono accusati di omicidio colposo.

Il processo

“Il rapporto fra Victoria e i due cani era di sincera amicizia e nulla avrebbe fatto presagire la tragedia”. Questa la tesi sostenuta dall’avvocato Patrizia Scalvi, legale difensore della famiglia della piccola Victoria,  sostenuta davanti al giudice del Tribunale di Brescia nel corso della prima udienza preliminare (il 29 gennaio), avvalorata dalla considerazione di una professionista etologa e da una serie di video e fotografie, e ribadita nel corso dell’udienza di questa mattina, quando a parlare dal banco degli imputati è stato il padre della neonata. “Le parole del signor Zikaj hanno confermato che i cani sono sempre vissuti in famiglia e che con Victoria avevano un ottimo rapporto – ha spiegato la Scalvi – La volta scorsa abbiamo prodotto fotografie che confermavano le dichiarazioni del papà, ovvero che i cani non erano mai stati aggressive, li portavano a fare la spesa, al parco e i due animali giocavano tranquillamente anche con gli altri bambini”. Anche i veterinari che sono stati interpellati, su cui è stata prodotta una relazione, hanno confermato la situazione. Nulla, insomma, può spiegare la morte di Victoria.

A giudizio

Il giudice, sentite le parole del padre e alcune dichiarazione spontanea della madre della neonata, ha però deciso di non concere agli imputati il rito abbreviato condizionato, come richiesto dalla difesa, e ha disposto il rinvio a giudizio. La prossima udienza è stata fissata per il 9 dicembre.

Leggi anche:  Truffatori smascherati a Verolanuova, denunciati a piede libero

TORNA ALLA HOME PAGE