Tre anni senza armi, fa ricorso contro la Prefettura e vince. Nel 2015 a un cacciatore di Adro era stato revocato il permesso perché “avrebbe sparato a un gatto”.

Tre anni senza armi, fa ricorso contro la Prefettura e vince

Gli avevano ritirato il porto d’armi dopo che, con una segnalazione, era stato riferito ai carabinieri che “aveva utilizzato la propria arma contro un gatto”. Per tre anni un cacciatore di Adro è rimasto senza il documento necessario per utilizzare le armi in ambito sportivo e venatorio. Ma dopo aver fatto ricorso al Tar contro la Prefettura, il Tribunale gli ha dato ragione.

Accolto il ricorso

Nel dicembre 2015 gli era stato notificato il decreto di divieto di continuare a detenere armi perché “non avrebbe offerto sufficienti garanzie di non abusarne” a seguito di una segnalazione ai carabinieri. Era stato denunciato per maltrattamento di animali e per accensioni ed esplosioni pericolose dopo aver provocato la morte di un gatto “mediante l’utilizzo di un’arma da fuoco”. Nel 2018 era stata avanzata un’istanza di revisione del provvedimento prefettizio, chiedendo la revoca del divieto. Ma la Prefettura aveva rigettato la richiesta. Il cacciatore allora ha fatto ricorso al Tar e ha vinto, riottenendo il porto d’armi e l’annullamento degli atti impugnati.

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