Tragedia nelle acque del lago di Garda.

Un sub di 39 anni, Miguel Verdecchia, romano di origine ma residente a Bedizzole, militare in forza  al Sesto Stormo della base aerea di Ghedi (lavorava all’autoreparto) è morto questa mattina durante un’immersione sportiva nelle acque antistanti la località di Toscolano Maderno.

L’allarme poco dopo le 8

A dare l’allarme il compagno d’immersione, C.D., che era con lui, il quale, alle ore 08.10 tramite il numero di emergenza 1530 (Numero Blu), ha contattato la sala operativa del Nucleo Mezzi Navali Guardia Costiera Lago di Garda.

Le ricerche sono scattate immediatamente con l’invio della dipendente motovedetta di soccorso CP 703, di una squadra subacquea dei VV.FF. di Brescia ed inoltre del Gruppo Sommozzatori dei Volontari del Garda; via terra anche una pattuglia dei Carabinieri della locale stazione di Toscolano.

L’intervento del Gruppo Sommozzatori dei Volontari del Garda capitanati dal responsabile Mauro Fusato, è stato celere, sono infatti arrivati subito dopo la Guardia Costiera.

Inizialmente hanno provato ad utilizzare un Sonar ma essendo il fondale roccioso e profondo è stato poi privilegiato il robot subacqueo: sono scesi fino a 38 metri, in base alle informazioni date dai due ragazzi che si trovavano con la vittima (un gruppo di amici appassionati di immersioni) l’uomo si poteva trovare infatti a quella profondità.

La salma è stata poi individuata ad una profondità di 47 metri:

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«Sono state rispettate tutte le “regole” che si addicono alla pratica sportiva della subacquea – ha dichiarato Fusaro –  non è stata superata la profondità stabilita e di aria ne aveva ancora a disposizione, ne aveva infatti consumata solo un quarto».

 

Due ore dopo circa il recupero della salma

Alle ore 09:55, con l’ausilio del sottomarino a comando remoto (ROV), la salma del malcapitato è stata inizialmente intercettata ad una profondità di circa 47 metri a poche decine di metri dalla costa e successivamente recuperata in superficie per il trasporto con una motovedetta presso il porticciolo turistico di Bogliaco dove è stata infine sbarcata a terra.

Dalla prima ricostruzione dei fatti, i due si erano immersi ad una quarantina di metri, in una zona in cui il lago supera i 100 metri di profondità, quando improvvisamente hanno perso il contatto visivo tra loro e l’amico dopo essere risalito in superficie non ha esitato a chiamare i soccorsi attuando la procedura di emergenza.

Che cosa sia successo con precisione sarà  l’inchiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

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