Tragedia sui binari: chiuse le indagini sul disastro avvenuto nella notte fra il 21 e il 22 ottobre 2016 in cui morì l’iseano Nicola Franchini.

Tragedia sui binari: chiuse le indagini sul disastro

Quella tragedia sui binari avvenuta tre anni fa all’altezza di Rodengo Saiano, nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2016, in cui perse la vita il 34enne Nicola Franchini, operaio iseano e padre di due bambini, è ancora impressa nelle mente e nel cuore di Iseo e non solo come fosse ieri. Il carro pianale carico di traversine e binari che cominciò a muoversi, poi lo scontro con il carrello motore, la morte di Franchini e le gravi ferite riportate dal collega e compaesano Francesco Fusari. Dopo tre anni da quella drammatica notte il sostituto procuratore Carlo Pappalardo ha chiuso il fascicolo dell’inchiesta aperta per accertare le eventuali responsabilità dei coinvolti.

Gli indagati e le accuse

Fra gli indagati infatti ci sono quattro persone: i due operai che quella notte si trovavano al lavoro con Franchini sui binari della linea Brescia-Iseo-Edolo, gestita da Ferrovienord Spa, ovvero Francesco Fusari e Sperandio Barcellini, e due dirigenti della società: il consigliere delegato Antonio Verro e il direttore generale competente per il settore sicurezza Marco Barra Caracciolo.

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Tra le accuse ci sono omicidio e lesioni colpose e disastro ferroviario. Il carro pianale, infatti, privo di un freno continuo automatico e non immobilizzato, a causa della pendenza dei binari si mise spontaneamente in moto in direzione Brescia e, dopo aver attraversato un passaggio a livello secondario a sbarre alzate, aveva concluso la sua “fuga” contro il carrello motore di ritorno da Castegnato. A bordo Franchini e Fusari, ignari di quanto stesse accadendo e travolti nella cabina di guida dal materiale «trasportato» dal carro pianale. Il primo era morto sul colpo, mentre il secondo era stato ricoverato in gravi condizioni.

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