Vasta operazione di Polizia Giudiziaria operata nella giornata odierna dai Carabinieri Forestali che, sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Ambrogio CASSIANI, hanno perquisito e posto sotto sequestro l’intero complesso aziendale di tre diverse imprese ubicate nei  Comuni di Calcinato, Desenzano del Garda e Cellatica dedite al traffico illecito di rifiuti speciali  anche pericolosi quali rame ed altri metalli, batterie al piombo, veicoli fuori uso, apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Le indagini

L’operazione è il risultato di una lunga ed articolata attività investigativa effettuata dai Carabinieri Forestali della Stazione di Vobarno che, seguendo un carico illecito di rifiuti proveniente dalla Val Sabbia, hanno individuato quale sito di destinazione proprio l’azienda di Calcinato, dalla quale si è poi sviluppata l’attività investigativa.

Monitorando costantemente le attività di tale impresa, infatti, i Carabinieri Forestali hanno scoperto che l’azienda gestiva clandestinamente migliaia di tonnellate di rifiuti rifornendosi da oltre 130 differenti soggetti, per la maggior parte di origine straniera, che operavano in assenza delle autorizzazioni previste dalla legge, nella totale elusione del sistema di tracciabilità dei rifiuti nonché evadendo le imposte.

False certificazioni

I rifiuti venivano poi trasferiti, accompagnandoli con documenti falsi che ne attestavano l’avvenuto trattamento nel rispetto della normativa comunitaria, presso le altre due imprese sequestrate al fine di ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa e consentendone così il successivo impiego nei cicli produttivi delle aziende siderurgiche.

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Reati contro l’ambiente e non solo

I Carabinieri Forestali della Stazione di Vobarno, che per l’operazione svolta in data odierna sono  stati supportati dai colleghi delle Stazioni Carabinieri Forestali di Breno, Edolo, Gavardo, Salò, Iseo, Vestone, Bagolino e Brescia, hanno documentato la commissione da parte degli indagati di  ulteriori gravi reati contro l’ambiente e la salute pubblica, nonché contro il patrimonio quali ricettazione, autoriciclaggio, combustione illecita di rifiuti, inosservanza delle norme sull’obbligo di sorveglianza radiometrica, realizzazione e gestione di discarica abusiva: il titolare della ditta di Calcinato, infatti, avrebbe stoccato abusivamente su un terreno agricolo di sua proprietà in Comune di Lonato del Garda, anch’esso sottoposto a sequestro, decine di metri cubi di rifiuti decadenti dalla propria attività, senza essere in possesso di alcuna autorizzazione.

Si è infine accertata la commissione di numerosi illeciti relativi al mancato rispetto delle normative ambientali, per cui verranno elevate sanzioni amministrative per oltre tre milioni di euro.

Un arresto e numerose denunce

Il titolare della ditta di Calcinato, individuato quale principale gestore dell’attività criminosa, è stato tratto in arresto, mentre i titolari delle ditte di Desenzano del Garda e Cellatica sono stati denunciati a piede libero insieme ad altre 18 persone per aver partecipato a vario titolo alla realizzazione del traffico illecito.