Utilizzavano autovetture appositamente modificate per il trasporto occulto della droga che via terra veniva importata in Italia dal Belgio e dall’Olanda. I Carabinieri delle Compagnie di Breno e Clusone, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica -Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, hanno smantellato un’organizzazione criminale costituita principalmente da cittadini albanesi, responsabili dei reati di importazione, traffico internazionale e spaccio di ingenti quantitativi di cocaina.

In manette i corrieri della droga

L’operazione ha consentito di disarticolare e assicurare alla giustizia i componenti di un sodalizio criminale, ben organizzato e strutturato, dedito al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, che venivano importate dall’estero e venivano smistate in provincia di Brescia, Bergamo e in altre numerose province dell’Italia centro-settentrionale. La cocaina era infatti destinata anche a rifornire le piazze di spaccio di Ferrara, Venezia, Bolzano, Monza Brianza, Alessandria e Varese. Al vertice della struttura c’erano due fratelli albanesi residenti a Fiesole (Fi) che proprio in terra toscana avevano costituito la base logistica e il centro di smistamento dei carichi di droga che si muovevano verso il nord Italia. L’indagine antidroga, sviluppata in poco meno di due mesi, ha consentito complessivamente di arrestare in flagranza di reato 7 soggetti, di dare esecuzione ai decreti di arresto ritardato emessi dall’Antimafia di Brescia nei confronti di 11 persone e di sottoporre a sequestro penale 11 chilogrammo di cocaina, 1 chilogrammo di marijuana e circa cinquantamila euro in contanti.

L’indagine

L’attività di contrasto ha preso il via dal sequestro di 500 grammi di cocaina operato a Breno dai Carabinieri a giugno. In quella circostanza erano stati arrestati due fidanzati albanesi e un artigiano italiano del posto.  Le illecite (ma redditizie) attività di importazione, traffico e spaccio hanno visto quali principali artefici i due fratelli albanesi, rispettivamente di 27 e 25 anni, entrambi incensurati e residenti in provincia di Firenze. I due si servivano di un corriere italiano residente nella provincia di Pistoia, al quale era affidato il compito di andare all’estero per ritirare i carichi di cocaina , oltre a quello di occuparsi materialmente delle consegne che quotidianamente venivano fatte nelle province italiane che sono state prima citate. Per i viaggi il corriere utilizzava due autovetture, poi sequestrate, dotate di doppi fondo che permettevano di occultare la droga e superare indenni eventuali controlli delle forze di polizia. Lo scorso fine settimana i Carabinieri, sulla base delle informazioni raccolte tramite l’attività di investigazione, hanno fermato il corriere che stava rientrando a Firenze. Sotto il sedile posteriore della sua Nissan Qashqai i militari scoperto un vano artefatto (apribile solo tramite un pulsante che era nascosto sotto la moquette del tetto) nel quale erano occultati dieci panetti di cocaina del peso di 10 chilogrammi. Sull’auto c’era anche la moglie del 51enne di Pieve a Nievole (Pt) che lo aveva accompagnato durante il viaggio. Nella circostanza è finito in manette anche il più grande dei due fratelli albanesi di Fiesole che con una seconda auto stava facendo rientro in Toscana insieme ai due complici.

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Si chiude il cerchio illecito

Dopo l’importante sequestro, i Carabinieri di Breno e Clusone hanno chiuso il cerchio sugli altri componenti dell’organizzazione che erano i materiali destinatari della droga e a favore dei quali erano state accertate cessioni di cocaina nelle precedenti settimane.  Gli 11 decreti di arresto sono stati emessi a carico del 51enne corriere pistoiese, dei due fratelli albanesi di Fiesole, di un 48enne residente a Comacchio (Fe), di un 39enne residente a Mestre (Ve), di un 34enne di Brunico, di un 32enne di Alessandria, un 29enne di Cazzago San Martino, un 27enne di Sarnico (Bg), un 25enne di Ponte San Pietro (Bg) e un 34enne di Malnate (Va), tutti di origine albanese. Tutti gli arrestati sono stati portati in carcere al termine del blitz. La cocaina sequestrata ha un valore stimato di circa ottocentomila euro.

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