Sotto sequestro la Coar di Porzano

Una nuovo caso di presunto reato ambientale in quel di Porzano di Leno. Nel mirino ora è finita la Coar di via Trento. Dopo la vicenda legata allo stabilimento «ex Alnor», che si trova pochi metri più avanti, in cui erano stati ritrovati rifiuti speciali nascosti sottoterra, ora tocca alla ditta specializzata nella realizzazione di parti metalliche per serramenti, ora sotto sequestro.

L’esposto

Tutto è partito da un esposto presentato in Comune da ignoti. Dopo aver preso visione della segnalazione, in accordo con Arpa si è deciso che era necessario porre una particolare attenzione sulla faccenda per capire la natura della segnalazione e sono quindi partite le indagini. Il sopralluogo nell’azienda è avvenuto sabato mattina e ha permesso di rinvenire all’interno dei locali rifiuti di lavorazione che non sono stati smaltiti. Per questo i tecnici hanno avviato una procedura di catalogazione di questi materiali, con le dovute analisi che sono ancora in corso. Sul posto gli agenti della Polizia Locale e due tecnici dell’Arpa che sono due ufficiali di Polizia Giudiziaria specializzati in questo settore. Per questi stessi motivi l’azienda e gli uffici son stati posti sotto sequestro ed è stato aperto un fascicolo dalla Procura al momento contro ignoti. Le indagini sono ancora in corso e sono dirette da Fabrizio Salamone.

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Nessun pericolo per i cittadini

La fabbrica di via Trento da settembre risulta infatti dismessa a seguito della grave crisi che ha portato la Coar al declino. La produzione è quindi ferma e gli operai sono stati licenziati dopo l’accoglimento dell’istanza di fallimento delle scorse settimane. In 17 sono stati licenziati e si trovano ora in disoccupazione. A rassicurare i cittadini sulla vicenda ci ha pensato il sindaco Cristina Tedaldi al termine dell’ultima seduta del Consiglio comunale. «Non si tratta di rifiuti tossici, speciali nè radioattivi, ma di scarti di lavorazione che non sono stati stoccati correttamente e poi smaltiti, visto che l’azienda risulta chiusa da qualche tempo. Rimaniamo in attesa dei risultati delle analisi compiute da Arpa ma non vogliamo che si creino allarmismi perché non c’è nessun pericolo per la salute pubblica e per i cittadini che abitano nelle vicinanze. Ora la Procura stabilirà le eventuali responsabilità e chi dovrà occuparsi dello smaltimento di questi rifiuti e del costo di tale operazione».