Arrestato, ancora una volta: ma questa volte le manette non sono scattate solo per Angelo Scaroni, ma anche per un professionista e un militare della Guardia di Finanza

L’intervento

L’intervento di Guardia di Finanza e Polizia di Stato di Brescia è scattato questa mattina su disposizione della Procura della Repubblica che aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del noto imprenditore bresciano Angelo Scaroni (già finito sotto processo per presunti illeciti legati all’accoglienza dei profughi), di un professionista e di un militare della Guardia di Finanza per il reato di corruzione. E’ stata la stessa Guardia di Finanza ad investigare sul collega e ad arrestarlo. Le indagini hanno rilevato, infatti, l’esistenza di un accordo corruttivo tra Scaroni, già indagato nell’ambito di altro procedimento penale, un “faccendiere” (svolgente il ruolo di intermediario tra “corruttore” e “corrotto”) e un ispettore della Guardia
di Finanza.

L’accordo

Nel dettaglio l’accordo illecito era finalizzato ad attivare il maresciallo, già indagato da luglio scorso e non più operativo da allora, a fronte della promessa di denaro, al fine di ottenere l’indebita acquisizione di informazioni soggette a segreto investigativo. Negli intendimenti degli indagati, la posizione del maresciallo quale “interno” alla Guardia di Finanza, pur non essendo direttamente coinvolto nell’attività investigativa a carico di Scaroni, avrebbe potuto consentire di acquisire informazioni riservate su indagini riguardanti ipotesi di riciclaggio di somme di denaro, in parte costituite da pagamenti effettuati dalla Prefettura a fronte dell’accoglienza di migranti richiedenti asilo accolti in strutture di questa provincia. Sono stati gli stessi finanzieri che indagavano su Scaroni ad accorgersi dei comportamenti anomali del collega. Da qui la scoperta dell’illecito.