Sono tre gli uomini rinviati a giudizio a seguito di quattro rapine avvenute nella zona del Garda quest’estate. Il loro modus operandi era sempre lo stesso: si avvicinavano alle auto appartate delle coppiette e, armi in pugno, rapinavano i malcapitati.

I fatti sono avvenuti a Lonato e Desenzano.

Rapine

Il gruppo si avvicinava alle auto e si faceva dare dalle coppie denaro, orologi, cellulari e carte di credito in loro
possesso dopo averle immobilizzate e minacciate, in alcuni casi puntando un coltello alla gola della persona offesa per farsi dare il codice segreto delle tessere bancomat.

In un solo caso una delle vittime, un uomo italiano residente a Carpenedolo di anni 42 subiva lesioni personali consistite in abrasioni e contusioni giudicate guaribili in una settimana.

La svolta delle indagini

Le investigazioni hanno avuto una svolta con l’arresto a giugno di uno dei componenti del gruppo.

All’esterno di un noto locale di Desenzano, dopo aver avuto un alterco con un cliente all’interno dell’esercizio, l’uomo aveva puntato una pistola e colpito alla testa con un violento pugno facendosi consegnare un pacchetto di sigarette che prima non aveva offerto all’aggressore nonostante la sua richiesta.

L’autore del reato si era dato alla fuga ma veniva rintracciato poco dopo, da una volante del Commissariato, nella zona del lungolago nascosto nell’area di un parco per bambini. Aveva con sé una pistola giocattolo, replica fedele di una Beretta modello 92 e il pacchetto poco prima asportato con violenza e minaccia alla persona offesa che dai
colpi subiti riportava una lesione personale con 30 giorni di prognosi.

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Nella disponibilità l’arrestato aveva un’auto dello stesso tipo, modello e colore di quella segnalata in alcune rapine avvenute le notti precedente ai danni di coppiette. All’interno del mezzo era stato rinvenuto un coltello ed una pistola giocattolo, replica fedele di una Glock.

Approfondimenti e arresti

Vista la situazione i Carabinieri del commissariato di Desenzano hanno proseguito con gli approfondimenti basati su individuazioni fotografiche di persone e cose, analisi di tabulati telefonici, esame delle registrazioni di riprese del sistema di video sorveglianza dei comuni di Lonato e Desenzano del Garda.

A seguire è stata la volta delle perquisizioni e sequestri, che portavano ad individuare i restanti componenti del sodalizio criminoso ed acquisire nei loro confronti elementi probatori che dimostravano la partecipazione alle rapine in argomento.

Arresti

Tutti e tre gli arrestati sono di origine marocchina. Si tratta di un 22enne residente a Brescia che ora si trova in carcere, un 26enne residente a Canneto sull’Oglio in provincia di  Mantova, di fatto irreperibile, e un 32enne di Goito, Mantova.

Le risultanze investigative a cui giungeva questo Ufficio venivano pienamente condivise e fatte proprie dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Brescia che emetteva nei loro confronti decreto di conclusione delle indagini preliminari per la successiva richiesta di rinvio a giudizio.