Nel corso delle ultime settimane i Carabinieri Forestali della Stazione di Vobarno, durante appositi servizi  antibracconaggio hanno deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Brescia 12 persone per la commissione di illeciti penali in danno della fauna selvatica.

Caccia senza licenza

Tre persone sono risultate prive di licenza di porto di fucile uso caccia, in particolare, un 55enne residente a Montichiari  è stato sorpreso a cacciare nelle campagne di Remedello con fucile e munizioni prestategli da un amico capannista, che lo stava ospitando presso il proprio appostamento; inoltre un minorenne veniva sorpreso in attitudine di caccia a Montichiari, accompagnato dal padre residente ad Adro il quale gli aveva lasciato la propria doppietta.

I proprietari dei fucili, sottoposti a sequestro, sono stati quindi denunciati per il reato diomessa custodia di armi, mentre per i due soggetti sprovvisti di licenza i reati contestati sono quelli di porto abusivo di arma comune da sparo e tentato furto venatorio.

Trappole vietate

La casa di un cacciatore di Mazzano è stata perquisita dopo aver compiuto vari atti di bracconaggio, catturando avifauna protetta mediante trappole a scatto tipo “sep”.

In casa c’erano le trappole  “sep” la fauna catturata, varie reti da uccellagione e gabbie a trappola, nonché
numerose munizioni per carabina non denunciate per cui al bracconiere veniva contestato, oltre al furto venatorio, anche il reato di detenzione abusiva di munizioni.

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Ancora caccia delle specie protette

Altre violazioni alla legge sulla caccia accettate nei comuni di Preseglie, Poncarale, Rezzato, Ghedi e Calvisano (avvalendosi di richiamo acustico elettromagnetico, mezzo non consentito dalla legge 157/1992), in ciascun caso venivano sequestrate armi ed avifauna abbattuta, che comprendeva oltre alle specie cacciabili anche esemplari tutelati quali pettirosso, fringuello, migliarino di palude.

Altri due cacciatori sono stati trovati in possesso di uccelli di specie selvatica (anche appartenenti a specie protette dalla Convenzione di Berna) privi di anello identificativo inamovibile, pertanto essendo illecitamente detenuti in funzione di richiamo sono stati sottoposti a sequestro. Sono stati infine elevati svariati verbali amministrativi per omessa annotazione sul tesserino venatorio della fauna abbattuta subito dopo l’abbattimento, in violazione di quanto
espressamente previsto dalla legge dello Stato (art. 12 co. 12-bis della L. 157/1992).

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