Prof aggredita in classe, l’appello del sindaco agli studenti: “Dite chi è stato”. Anche l’Amministrazione comunale 5 Stelle di Vimercate prende posizione in merito al gravissimo episodio avvenuto lunedì mattina all’interno di una classe terza dell’istituto superiori Floriani di Vimercate.

In una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, mercoledì, il sindaco Francesco Sartini e l’assessore alle Politiche Educative Simona Ghedini condannano il gesto. Come è noto uno o più ragazzi hanno lanciato una sedia contro una professoressa ferendola. 

L’appello del sindaco

Il primo cittadino, però, fa di più. Sartini si è appellato direttamente agli studenti di quella classe affinché venga abbattuto il muro di omertà che al momento sembra essere stato eretto per proteggere il colpevole o i colpevoli di quello che ormai è un reato penale alla luce anche delle lesioni riportate dall’insegnante.

“La gravità di quanto accaduto è inaudita. Esprimo la vicinanza mia e di tutta l’Amministrazione di Vimercate all’insegnante e la nostra solidarietà alla scuola tutta, al Preside e all’intero corpo docente, che lavora ogni giorno con passione e con risultati positivi – ha dichiarato il sindaco Sartini –  Chi ha compiuto questo gesto deve assumersene la responsabilità, pagandone le conseguenze: non per desiderio punitivo, ma perché l’educazione passa anche dal rendersi conto che le nostre azioni hanno delle conseguenze. Mi auguro che presto la classe faccia i nomi dei responsabili, evitando l’errore di travestire da “solidarietà fra compagni” quella che invece è solo omertà: un’omertà che, al momento, rende tutti colpevoli.»

Le parole dell’assessore

Aggiunge l’Assessore alle Politiche Educative Simona Ghedini:

“Esprimo la mia vicinanza alla docente aggredita. Queste forme di aggressività impongono non solo delle riflessioni ma anche delle azioni congiunte e sinergiche sul fenomeno del bullismo. Un fenomeno che si combatte insieme, attraverso la creazione di modelli educativi coerenti e lo sviluppo di capacità emotive orientate a sentire e riconoscere l’altro”.