Sedici anni all’omicida di Gennaro Esposito. La Corte di Assise di Brescia ha confermato la condanna a 16 anni all’omicida di Gennaro Esposito, Dione Cheikh. Lo scorso aprile l’accusa aveva chiesto 30 anni ma per la difesa il senegalese era incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio.  La prima discussione contro Cheikh si era svolta lunedì 12 febbraio 2017.  La Procura rappresentata dal sostituto Pg Lorenzo Puccetti aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado chiedendo anche l’espulsione del senegalese dal territorio italiano.

Confermata la condanna

Per i giudici non ci sono dubbi. Il responsabile è lui, rigettata la tesi dell’infermità mentale.  Al senenalese che la sera del 5 marzo era stato raggiunto dalla vittima, Gennaro Esposito,  è stata confermata la condanna a 16 anni di carcere.

Il fatto

La vittima, anch’egli di Calcinato, era residente in Piazza della Repubblica con la moglie senegalese e due figlie, pare che la coppia stesse vivendo anche una forte crisi e fosse prossima alla separazione. Quella sera Esposito aveva raggiunto il senegalese, il perchè è ancora legato ad un “regolamento” nel giro dello spaccio di droga. Ad un certo punto, stando alle testimonianze dei residenti della via del centro storico, i due avevano iniziato a discutere, prima nell’abitazione del padre di Cheick e poi nel cortile, dove i toni si sarebbero alzati sfociando nel giro di pochi attimi in un’ aggressione. Rientrato in casa Dione Cheikh aveva preso un coltello da cucina e ferito con 12 coltellate il corpo di Esposito. Ferite che non hanno dato scampo a Esposito che era morto ancora prima dell’arrivo dei soccorsi.
Dodici in tutto le coltellate trovate sul corpo di Esposito.

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