Doveva essere un controllo di routine sul benessere animale, ma ben presto, a seguito dell’accesso in una cascina privata  di un cittadino residente a Montichiari, i militari in forza al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia si rendevano conto che la situazione era ben diversa.

La scoperta

Nelle pertinenze dell’abitazione infatti erano presenti circa 30 cani di razza di cui alcuni cuccioli appena nati e alcune in stato di gravidanza. Di fatto si trattava di un allevamento abusivo e le condizioni di benessere di alcuni dei cani erano abbastanza preoccupanti tanto che i militari provvedevano immediatamente a contattare i Veterinari dell’ATS del Distretto di Lonato che giunti sul posto verificavano le condizioni di salute degli animali di cui alcuni sprovvisti del Microchip identificativo previsto dalle norme vigenti.

All’interno della cascina erano inoltre presenti diversi esemplari di tartarughe della specie Trachemys scripta, tartarughe palustri di origine americana, incluse nell’elenco delle cosiddette specie esotiche invasive, il cui detentore non aveva provveduto a denunciarne il possesso al Ministero dell’Ambiente come previsto dalla recente normativa di settore. Tali tartarughe erano inoltre detenute, contrariamente a quanto previsto in promiscuità tra esemplari di sesso maschile e femminile, e per tale motivo si erano recentemente riprodotte, fatto anche questo dimostrato dalla presenza di ulteriori esemplari appena nati.

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Animali senza cure

I militari con l’ausilio dei veterinari, dopo aver sottoposto al vaglio tutti gli esemplari presenti concentravano l’attenzione in particolare su alcuni cani le cui condizioni di salute apparivano abbastanza preoccupanti, il proprietario non aveva sottoposto ad alcuna cura tali animali. Uno dei cani infatti presentava delle evidenti lesioni cutanee, altri due invece, detenuti in angusti recinti presentavano un comportamento definito stereotipato, ovvero ripetevano continuamente un movimento rotatorio, segno questo di una condizione di stress dovuto alle cattive condizioni di detenzione.

Dopo che i veterinari intervenuti provvedevano ad effettuare le prime cure e prescrivevano al detentore di provvedere a sottoporre a visita i cani, i militari ponevano sotto sequestro tre cani e le 25 tartarughe appartenenti ad una specie alloctona invasiva.

Il detentore veniva quindi deferito all’Autorità Giudiziaria per i seguenti reati: maltrattamento di animali art.544 ter CP, Detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura art. 727 c.2 C.P., violazione di quanto disposto dal D.Lgs. 230/2017 (specie esotiche invasive).

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