Martedì, in sala consiliare, alla presenza di amministratori, cittadini e comitati, sono stati presentati i dati del monitoraggio per gli odori a Calcinatello aperto il 9 aprile 2018 e chiuso il 9 ottobre 2018. La brutta notizia non è però che tali dati vengano resi noti solo ora, a distanza di un anno, ma che siano ancora una volta inconcludenti. Dati che non hanno fatto che scaldare la platea che da mesi attendeva una soluzione alle sciee odorigene a Calcinatello. Dopo la chiusura del monitoraggio, tre sono stati i tavoli di confronto tra Comune, Arpa, Ats e Provincia, uno a gennaio, uno a marzo e l’ultimo necessario secondo gli amministratori, a luglio. La modalità di partecipazione rispetto al 2016, si è ampliata sia ai moduli cartacei, sia alla piattaforma Qcumber. In totale sono 29 i segnalatori che hanno partecipato, 25 tramite segnalazione cartacea, 3 con piattaforma digitale e 1 con entrambe. Nelle oltre mille segnalazione si è rilevato che il 29% delle ore mensili è contraddistinto da odore.

L’elaborazione dei dati del monitoraggio

La tabella riporta il dato consuntivo con le ore di segnalazioni valide e le percentuali divise per ciascun mese, considerando questo approccio per entrambe le ditte, Wte e Dia Spa, le ore definite come valide sono risultate superiori al 2%.  Necessario valore che la Dgr utilizza come necessario per passare alle fasi successive, cioè la fase B che prevede la verifica dell’impatto olfattivo rilevato nella fase A.

 

Le conclusioni degli enti Arpa e Ats

«Nonostante il risultato abbia evidenziato criticità e poiché la ditta avrebbe realizzato interventi migliorativi e progetti di miglioramento, il passaggio alla fase B non sarebbe rappresentativo della situazione attuale. Si potrà decidere – aggiunge Arpa – di ripetere il monitoraggio o valutare l’opportunità di passare alla fase b». Il tecnico Cinzia Vischioni: «Dalle verifiche ispettive di queste settimane alla Dia sono emerse – spiega il tecnico Vischioni – diverse inottemperanze relativamente alle emissioni e agli scarichi e notevoli carenze nella gestione dell’impianto di depurazione delle acque reflue. La provincia, diffidato per l’inottemperanza, aveva sospeso lo scarico in pubblica fognatura, obbligando la ditta a raccogliere le acque da lavorazione e smaltirle in conformità con le normative vigenti, Su Wte invece continuano in queste settimane le verifiche».

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Doccia gelata per i residenti

I risultati ci hanno lasciato frastornati e abbattuti – spiega Laura Corsini del Comitato Cittadini. Cosa dire a questi figli che vivono là dove per 300 giorni all’anno si vive fra miasmi? Cosa rispondere loro quando ci chiedono ma questo odore ci farà male? Questa è un altra parte del territorio di Calcinato. Non certamente una bella foto da posizionare sulla pagina facebook locale, in quei gruppi dove la solidarietà fra cittadini è un miraggio. Enti di controllo che sorvolano con superficialità su richieste di controllo ai pronto soccorsi per vomito a seguito di miasmi. Enti di controllo che concedono tempo a chi di tempo ne ha avuto per anni e che nemmeno potrebbe lavorare se loro stessi, enti di controllo, procedessero con regolarità e controlli periodici. E poi, leggere che il nostro Sindaco e l’attuale amministrazione “concordano” con quanto dichiarato da ARPA nei tavoli odorigeni, senza consultarci prima, ci ha lasciato ancora una volta delusi.

Elisabetta, anche lei vive tra i miasmi

Drammatica poi l’esposizione di Elisabetta Ferrari la cui famiglia, insieme a molte altre, vive nella zona odori. «Com’è possibile che queste aziende, nonostante le sanzioni e le irregolarità palesate negli anni, stiano ancora operando? Noi come cittadini dobbiamo fare continuamente la spola da casa al pronto soccorso? Io se non sono in regola con l’assicurazione, la macchina non la posso usare, com’è che io vengo multata e loro continuano invece a lavorare, a danno della salute altrui? Aspettate il morto? Voi capite, continuate a dire che ci capiamo, ma non ci capiremo mai davvero finchè ad alzarci la mattina con le piaghe agli occhi ci siamo solo noi. Sono vent’anni che sappiamo, vent’anni che sapete, e vent’anni che ci dite che capite.

 

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