Lacrime e ricordi per Luca Venturini, lo storico ex titolare dell’Alta Quota. Un locale dove per anni sono passati centinaia di giovani dei paesi limitrofi e decine di musicisti che su quel palco hanno potuto assaporare i primi successi di pubblico.

Luca aveva 56 anni

Grande il dolore per la comunità di Carpenedolo dove Luca ha gestito per anni lo storico locale sul confine con Castel e dove con Tania aveva messo su una famiglia numerosa, fatta di figli, quattro e ora già grandi, ma anche dei moltissimi clienti che d’estate e d’inverno trascorrevano le loro serate in quella locanda di campagna tra buona birra e ottima musica finendo per trovarci una seconda famiglia. “Mi ha insegnato a stare al mondo per tanti versi, a non offendermi mai, a tirare fuori gli attributi e a capire che a volte una buona birra e un po’ di musica sono elisir di vita” – racconta una sua ex dipendente. Luca era del 1963, aveva 56 anni ed era già diventato nonno di un nipotino.

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Il malore in casa della madre

All’origine della morte ci sarebbe un infarto fulminante che non gli ha lasciato scampo. La scoperta questa mattina nella casa della mamma a Carpenedolo, mancata solo 5 mesi prima, dove Luca viveva da qualche tempo. Sulle pagine social si inseguono gli addii di quanti lo hanno conosciuto, ricordi in cui ne esce unanime il ritratto di un uomo non semplice, diretto e determinato, un mecenate ma anche un mentore che tanto ha fatto per le generazioni che hanno potuto conoscere l’Alta Quota, una creazione che per anni ha funzionato come unico punto di ritrovo per ragazzi e ragazze che amano o fanno musica, la sua più grande passione.