Tutto è andato secondo i piani. Anzi, il lavoro degli artificieri che hanno fatto brillare la bomba della Seconda guerra mondiale ritrovata delle campagne di Adro è finito prima del previsto. E dalle 13.30 anche la zona rossa è tornata accessibile.

La bomba di Adro è esplosa

“Le operazioni si sono svolte regolarmente. La zona gialla è stata appena riaperta al transito, mentre la zona rossa sarà accessibile a partire dalle ore 13.30”. Questo l’avviso pubblicato all’ora di pranzo sulla pagina Facebook del Comune di Erbusco, uno dei quattro coinvolti (gli altri sono Adro, Cologne e Palazzolo, limitatamente al territorio della frazione San Pancrazio) nelle misure di sicurezza attivate dalla Prefettura. Ben prima delle 16, dunque, la viabilità ha cominciato a scorrere regolarmente e le persone residenti nella zona rossa hanno potuto far ritorno nelle loro case.

Nessun incidente

Ovviamente i disagi ci sono stati e non sono mancate le lamentele dei cittadini che hanno ritenuto accessive le misure di sicurezza attivate. Tuttavia, si tratta del protocollo normalmente previsto in questi casi. Come spiegato dal sindaco di Erbusco Ilario Cavalleri nelle scorse settimane, il pericolo era infatti rappresentato non tanto dalla carica esplosiva dell’ordigno, piuttosto bassa, ma dalla possibilità di essere colpiti da schegge o frammenti, anche a chilometri di distanza dal punto dell’esplosione controllata dell’ordigno.

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Il video

Nel video, girato da girato dall’associazione Coex centro studi e ricerca (www.co-ex.it) con apparecchiatura per lunga distanza (all’associazione vanno dunque i nostri ringraziamenti), si può avvertire il boato generato dall’esplosione controllata dell’ordigno. Il disinnesco ha richiesto l’evacuazione dei cittadini residenti entro un raggio di 800 metri dal punto in cui la bomba è stata rinvenuta, nella cosiddetta zona rossa.

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