Intimidazioni alle Gev, le guardie ecologiche costrette a sospendere il servizio.

La decisione

Un consistente gruppo di Gev, Guardie ecologiche volontarie dell’ente Provincia di Brescia, ha sottoscritto oggi, lunedì 5 agosto, la propria astensione dal servizio. La scelta è un chiaro segno di protesta per la situazione di “grave criticità”, come loro stessi hanno sottolineato, che da alcuni mesi li coinvolge con ricadute che “hanno profondamente dequalificato l’attività delle Gev impedendo alle stesse di operare con serenità”.

L’attività svolta

I volontari si sono distinti come punto di riferimento importante sul territorio, sia per l’attività di prevenzione e vigilanza in materiale ambientale, che per progetti di educazione ambientale rivolta a scuole e cittadinanza. Tutte attività svolte in conformità con la legge regionale lombarda 9/2005 che istituisce le Gev. Nel solo 2018 i volontari hanno svolto 15.500 ore di attività gratuita al servizio della Provincia e della comunità bresciana emettendo più di 40 verbali sia di accertamento che di segnalazione. Ma poi l’attività di vigilanza si è interrotta, così come la collaborazione con scuole e enti locali, sostanzialmente “è stato impedito di proseguire nel percorso fino a quel momento risultato proficuo e costruttivo”.

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Il nodo critico

Le criticità iniziano a manifestarsi nel marzo 2019, in corrispondeza della nomina da parte della Provincia di un nuovo coordinatore Gev, distaccato a tempo pieno alla Procura di Brescia. Un incarico definito paradossale, dal momento che già prima della nomina lo stesso funzionario aveva espresso una sua personale opinione offensiva e denigratoria sull’operato Gev, negando l’esistenza delle funzioni di vigilanza e controllo (riconosciute dalla  legge regionale 9/2005). In quell’occasione oltre a contestare la validità degli atti formalizzati le Gev sono state definite “capaci al massimo di fare le spie”. Le Gev il 25 febbraio hanno quindi firmato un esposto in Procura, ma nonostante questo il mese seguente il funzionario è comunque stato nominato loro coordinatore. Dopo l’esposto l’atteggiamento ostile del nuovo coordinatore si è accentuato arrivando fino a pedinamenti a scopo intimidatorio.

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