Tantissimi i pensionati che hanno preso parte al presidio dei sindacati di lunedì mattina.

Il presidio

Nell’affollato cortile di Palazzo Broletto, i pensionati bresciani hanno sventolato con orgoglio le loro bandiere per protestare contro i provvedimenti contenuti nella manovra economica del governo, giudicati non equi e recessivi. Presenti alla manifestazioni i rappresentanti di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, i quali hanno deciso di mobilitarsi in seguito alle scelte del governo in materia di rivalutazione delle pensioni. Un nuovo “raffreddamento dell’indicizzazione” che penalizza gli assegni.

L’incontro col Prefetto

Una delegazione unitaria è stata ricevuta dal Prefetto Annunziato Vardé, a cui è stato consegnato un documento in cui vengono argomentate le critiche al provvedimento e avanzate alcune proposte. “Abbiamo esposto le nostre ragioni – ha sottolineato il segretario generale dello Spi Pierluigi Cetti – evidenziano che la mobilitazione si basa sul merito delle decisioni in campo economico. Nuovamente vengono penalizzate le pensioni derivanti da lavoro e contributi. Si determinano perdite significative per molti pensionati, da 65 a 325 euro l’anno lordi. Abbiamo ribadito anche la nostra contrarietà ad una politica fiscale che non contrasta l’evasione e diciamo no ad una misura iniqua come la flat tax. La nostra mobilitazione proseguirà, in modo pacato e pacifico, ma fermo”.

Tra i prossimi appuntamenti a cui lo Spi parteciperà, l’attivo unitario di mercoledì 16 al Teatro Nuovo di Milano e la grande manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil del prossimo 9 febbraio a Roma

Leggi anche:  Fauna ittica bresciana in crisi, colpa dell'inquinamento

TORNA ALLA HOMEPAGE