Gli esplode il petardo in mano: aperta un’inchiesta per lesioni colpose e per risalire a eventuali responsabilità. La mano del piccolo colognese è salva.

Aggiornamento: l’Amministrazione interviene e si impegna a sensibilizzare

L’Amministrazione ha ritenuto opportuno intervenire in relazione alla grave vicenda verificatasi a Cologne mercoledì pomeriggio e che ha visto coinvolti dei minori nello scoppio di un grosso petardo. “Prima di tutto, al di là delle dinamiche che chi di dovere sta appurando, ci preme esprimere la nostra vicinanza ai bambini che hanno riportato ferite nello scoppio ed alle loro famiglie alle quali va il nostro forte abbraccio ed in bocca al lupo per il percorso che li attende”. Il grave episodio ha confermato “l’assoluta pericolosità e dannosità dei botti, impropriamente utilizzati come “giocattoli” anche da bambini molto piccoli. La tragicità dell’evento impone sicuramente una riflessione da parte di tutti sulla necessità di acquisire maggiore consapevolezza della potenzialità letale dei botti. Come Amministrazione ci impegneremo anche affinché venga diffusa una maggiore conoscenza del fenomeno e della sua pericolosità, soprattutto tra la popolazione scolastica”.

L’ordinanza c’era ma c’è chi l’ha disattesa

“Quanto all’ordinanza comunale, che ormai puntualmente viene emanata in occasione del capodanno e del carnevale, non può certo essere ritenuta strumento risolutivo di un fenomeno così radicato come quello dei botti – hanno continuato gli amministratori di Cologne – Di fatto non si può non constatare che, così come avviene nella maggior parte degli ancora pochi Comuni che l’hanno emanata, questa ordinanza viene platealmente disattesa, nell’impossibilità di arginare il fenomeno in maniera significativa da parte delle Forze dell’ordine che nulla possono senza la collaborazione dei cittadini.

Il parco Pertini è stato pulito

Il parco Pertini, dpve è avvenuto il tragico incidente mercoledì, “è stato oggetto di pulizia e rimozione dai resti dei petardi visibili la mattina stessa dell’incidente, così come un po’ tutto il territorio colognese – ha specificato il Comune – Diventa poi difficile pretendere che chi si occupa della nettezza urbana o della gestione delle aree pubbliche possa procedere alla pulizia/bonifica dettagliata di tutto il territorio comunale”.

Gli esplode il petardo in mano: aperte le indagini per lesioni

Hanno trovato un petardo inesploso di grosse dimensioni al parco di Cologne. Lo hanno raccolto e hanno provato ad accenderlo. L’accendino non ha funzionato e allora hanno pensato di utilizzare altri petardini, più piccoli. Il boato si è sentito in tutto il centro e ad avere la paeggio è stato un bambino di 10 anni, che dopo il trasporto in eliambulanza al Papa Giovanni e poi a Peschiera del Garda ha subito un delicato intervento per ricostruire la mano destra. Il sostituto procuratore ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose.

Semi amputate le falangi

Il piccolo colognese, con la mano dilaniata dallo scoppio del petardo, è stato trasferito mercoledì pomeriggio al nosocomio di Bergamo, per poi essere portato a Peschiera del Garda per intervenire sulla mano. “A causa dello scoppio ha perso tutte le ultime falangi – ha fatto sapere la madre – I medici, con un delicato intervento, gli hanno richiuso il palmo e le dita”. Hanno utilizzato alcuni innesti cutanei e ora c’è solo da attendere e sperare che la mano del piccolo di Cologne riprenda la mobilità e le funzioni motorie.

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“Grazie a chi ci sta vicino: usiamo questa forza perché non succeda più”

“Grazie alle persone che sono intervenute immediatamente per cercare di fare quello che si poteva fare, chiamare i soccorsi e cercare di tranquillizzare il bambino – ha spiegato il marito della madre – Grazie anche a tutti coloro che ci stanno facendo sentire la loro vicinanza: questa è una delle forze che permettono di andare avanti quando ci sono queste situazioni”. Il trauma è stato pesante ed è difficile capire la dinamica per ora. “Il danno ormai è stato fatto – ha continuato – Queste cose non devono più succedere: prendiamo spunto per costruire qualcosa di positivo”.

Tantissime le testimonianze di affetto e solidarietà. “Usiamo questa forza così grande per far si che queste cose non succedano più e che le regole vengano rispettate – ha spiegato – Usiamole per far si che il futuro sia migliore. Non è il momento di puntare il dito contro nessuno: è il momento di chiedersi qual è la cosa migliore da fare per preservare la salute dei nostri figli”.

L’inchiesta e le responsabilità

Il sostituto procuratore ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose. I carabinieri da mercoledì sera stanno sentendo amici, ragazzini presenti al parco, genitori, amministratori (l’ordinanza che vietava l’utilizzo dei botti di Capodanno nei luoghi pubblici c’era) e aulcni rivenditori ed esercenti della zona, per capire innanzitutto chi possa aver lasciato il petardo inesploso nel parco e, dall’altra parte, se i bambini abbiano acquistato i petardni utilizzati per accendere l’artificio esplosivo in paese e dove. O se, eventualmente, siano arrivati con i piccoli petardi direttamente da casa.

In queste ore si sta parlando anche della “responsabilità dei genitori”, del piccolo ferito gravemente ma anche degli amici che erano con lui al parco. “Quante volte abbiamo detto di non raccogliere le cose da terra, di stare attenti, di non usare i petardi – ha continuato il marito della madre del bambino ferito alla mano – Si cerca di dare fiducia a questi ragazzini: ognuno di noi è stato bambino, chi più bravo e chi più asinello. Sicuramente un petardo non si accende da solo, però poi c’è tutta una serie di corresponsabilità e bisgonerà capire quale peso avranno”.

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