Giallo del Sebino: dopo ore di lavoro l’auto di Tilotta riemerge dal lago. Sono state operazioni complesse e delicate per il Gos della Marina.

Giallo del Sebino: dopo ore di lavoro l’auto di Tilotta riemerge

Dopo ore e ore di lavoro per via delle complicate e delicate operazioni di recupero, l’auto intestata a Rosario Tilotta, pensionato scomparso da Scanzorosciate nel 2004, e contenente il cadavere di una persona è stata ripescata dalle acque del lago di fronte al cementificio di Tavernola Bergamasca, dove era rimasta per 15 anni.

Le operazioni di recupero

giallo del sebino

Dall’alba di ieri, giovedì, i militari del Gos (Gruppo operativo subacquei) della Marina di La Spezia, i carabinieri, i volontari del Gruppo Soccorso Sebino, della Croce rossa, della Guardia costiera ausiliaria, la Guardia di finanza e la Motovedetta si sono dati da fare insieme ai manovratori dei mezzi delle chiatte di una ditta sebina per recuperare il veicolo.

Prima di tutto i militari sono scesi a 82 metri di profondità dove, a 50 metri dalla riva circa, si trovava l’auto per agganciarla e legarla in modo tale da poterla sollevare in modo sicuro. Poi, una volta agganciata al braccio meccanico con delle funi, sono cominciate le operazioni di sollevamento. Ci sono voluti diversi “tiri” da parte del braccio meccanico e diverse pause per dar modo ai militari di riancorare il mezzo pian piano che saliva e poi sganciare e riagganciare le funi, prima di vedere la Fiesta riemergere. Nel primo pomeriggio sembra inoltre che ci siano state delle difficoltà nel liberare la vettura e prepararla alla risalita tutelando il corpo custodito all’interno e in parte saponificato.

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L’auto, la salma e le indagini

Qualche minuto dopo le 21, sotto la pioggia battente che all’improvviso ha colpito Tavernola, l’auto è riemersa. Sulla chiatta c’erano il colonnello dei carabinieri del Comando provinciale di Bergamo, Paolo Storoni, il pm Giancarlo Mancusi, il medico legale, la Scientifica e gli uomini del Gos.

giallo del sebino

L’auto, imbragata, è stata posizionata sulla chiatta, dove il magistrato, l’anatomopatologo e la Scientifica hanno potuto fare una prima ispezione. La salama dell’uomo all’interno del veicolo (solo l’esame del Dna dirà se è il proprietario, Rosario Tilotta, o meno) è stata poi trasferita a Milano per gli esami del caso. Per ora gli inquirenti non escludono alcuna pista: si tratterà di stabilire se si sia trattato di un incidente, di un gesto estremo o se dietro al giallo del Sebino e a quell’auto rimasta “sepolta” dalle acque del lago non ci sia un omicidio con occultamento di cadavere, come già successo in passato per alcuni corpi ripescati nelle auto finite nel lago nella zona di Tavernola.

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