Il tribunale di Brescia ha emesso questa mattina la sentenza nei confronti di 22 persone che avevano chiesto il rito abbreviato nell’ambito della vicenda della frode miliardaria che coinvolgeva varie società bresciane.

Le indagini

Le indagini erano iniziate nel 2015. Al centro c’era uno studio di consulenza tributaria e del lavoro di Milano.

I consulenti dello studio fornivano ai propri clienti una vera e propria “assistenza frodatoria” fiscale e previdenziale, falsificando le contabilità societarie con fatture inesistenti (prodotte tramite l’utilizzo dei loghi di ignare imprese del settore) al fine di creare la provvista d’Iva necessaria da poter poi utilizzare nelle successive compensazioni d’imposta attraverso la  presentazione in banca di falsi modelli di pagamento F24.

Delle 176 società clienti dello studio di consulenza gli amministratori risultavano principalmente dell’area di Palazzolo, Orzinuovi, Castrezzato, Castelcovati, Roccafranca, Coccaglio, Rovato, Chiari e della bergamasca.

Le condanne

Il pm Fabio Salamone aveva chiesto pesanti condanne per gli imputati che avevano scelto di essere processati con rito abbreviato ma il giudice Carlo Bianchetti ha usato la mano ancora più pesante arrivando a pene fino ai 7 anni.

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Assoluzione

Una sola persona è stata assolta. Si tratta di Gianpaolo Festa, per il quale lo stesso Pm aveva chiesto l’assoluzione.

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