154 immobili sono stati sequestrati a G.B., 63enne a capo di una società milanese sotto processo davanti al Tribunale di Pavia perché ritenuto la mente di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e al reclutamento e allo sfruttamento di centinaia di lavoratori impiegati alla Città del libro di Stradella.

Sequestro degli immobili

La Guardia di Finanza di Pavia ha complessivamente sequestrato sette società e 154 immobili detenuti da G.B., 63 anni, a capo della società milanese tramite la quale l’organizzazione è riuscita a crearsi ingenti risparmi fiscali e contributivi investendoli anche in tre società a lui riconducibili.

Il recente provvedimento in ordine temporale, per un valore di 9milioni e 243mila euro, è stato emesso dal Tribunale pavese su richiesta del Sostituto Procuratore Paolo Mazza ed eseguito dalla Guardia di Finanza su numerosi immobili a Milano, ma anche in Costa Smeralda, sul lago di Garda e al Sestriere.

Le indagini e le società

Il sequestro è l’esito di lunghe ed articolate indagini sospinte anche oltre confine. E proprio nel Regno Unito G.B. aveva esteso le diramazioni societarie creando tre distinti soggetti giuridici che detenevano l’una le quote dell’altra, ma tutte riconducibili
al 63enne.

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Una di queste società deteneva una piccola percentuale di un’altra società, immobiliare, con sede presso un commercialista di Monza. Le ulteriori quote societarie erano invece detenute dallo stesso tramite una insospettabile impiegata lodigiana, la quale ne aveva schermato la titolarità tramite intestazione fiduciaria.

Un’altra società immobiliare era stata creata a dicembre del 2017, ovvero dopo i primi interventi della Guardia di Finanza alla Città del libro. La società, con un patrimonio immobiliare di alcuni milioni di euro era stata rilevata da parenti stretti del principale indagato dietro versamento di quote per poco più di mille euro.

Non sono i primi sequestri

Altre quattro società riconducibili al capo dell’organizzazione erano state sequestrate nello scorso novembre su disposizione del Giudice per le indagini preliminari di Pavia unitamente a crediti commerciali vantati dalla società milanese nei confronti della principale società committente i lavori nel polo stradellino, per oltre 3,7 milioni di euro.

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