Al via le operazioni di ripopolamento della fauna ittica dei laghi d’Iseo e del Garda. Le operazioni sono state presentate in mattinata dal Nucleo Ittico della Provincia di Brescia.

La situazione attuale

Si è conclusa in questi giorni la campagna ittiogenica della specie del coregone nei laghi d’Iseo e del Garda. La pratica di riproduzione artificiale viene effettuata da diversi anni, in collaborazione con i pescatori di professione regolarmente autorizzati, al fine di mantenere stabile il numero di specie ittiche presenti nei due laghi bresciani. Negli ultimi anni però si è rivelato sempre più difficile, la quantità di uova estratte dai pesci per l’anno 2018-2019 è infatti per entrambi i laghi più bassa del solito. All’incubatoio di Clusane sono infatti state consegnati in totale 53,8 litri di uova, quantitativo notevolmente inferiore rispetto agli 81,7 litri dello scorso anno. Anche quest’anno però si è riusciti a consegnare all’incubatoio più di 3.200.000 uova, di cui le prime si schiuderanno entro i prossimi 10 giorni.

Le motivazioni

Una delle cause principali di questa situazione critica è sicuramente l’inquinamento, soprattutto del lago d’Iseo. In particolare le Torbiere, luogo in cui diverse specie ittiche andavano a deporre le uova, sono diventate oggi inaccessibili a causa della grande quantità di plastica e rifiuti. Un altro grosso problema resta quello dei Cormorani, uccelli predatori che si stanno stanziando sulle rive di entrambi i laghi e che stanno diventando nocivi per l’ecosistema lacustre. Per questo regione Lombardia ha avviato un piano d’azione in collaborazione con il nucleo operativo della provincia di Brescia, che prevedrà l’abbattimento di circa 100 uccelli entro il 31 di marzo. Il Cormorano infatti non è un pericolo solo per la gran quantità di pesce che consuma nella propria dieta, ma anche per gli innumerevoli pesci che ferisce nei suoi feroci attacchi, i quali prima di morire rischiano di diffondere infezioni e muffe nell’ambiente lacustre.

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La pesca di frodo

E’ risultata però in netta diminuzione la questione della pesca di frodo. Un grosso contributo in questo senso, spiegano gli agenti del nucleo operativo, è da attribuire alla legge approvata nel 2016, la quale prevede sanzioni anche di carattere penale per coloro che fossero sorpresi in questa pratica. Nell’ultimo anno sono stati registrati solo una trentina di casi, di cui la maggior parte nel lago di Garda.

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