La storia risale a trent’anni fa, ma l’emergenza è più attuale che mai. L’ex discarica creata dall’ex acciaieria Metalli Capra incombe sul territorio come una bomba a orologeria, dove la miccia sono le 82mila tonnellate di rifiuti contaminati da cesio 137 e i silos per la raccolta del percolato che, pieni quasi fino all’orlo, rischiano ormai di strabordare.

Emergenza ambientale

Trent’anni trascorsi con l’occhio puntato sul sito, la più grande discarica radioattiva in Italia, continuando a monitorarla. Trent’anni ad attendere una bonifica che, a seguito del fallimento dell’acciaieria che negli anni Novanta aveva conferito nell’ex cava d’argilla del Montenetto le scorie e gli scarti industriali, si era fatta sempre più lontana.  Fino a oggi, quando qualcosa si è mosso, forse grazie una maggiore sensibilità sul tema, forse per i silos installati per la raccolta del percolato dell’ex discarica, che ormai sono quasi pieni. Per mettere in sicurezza tutto, però, servono 15 milioni.

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