Lo stupro ai danni di una 87enne di Castelcovati era finto. Quindi il romeno Saint Petrisor, all’epoca 32enne, accusato dall’anziana, la covatese Angela Bettella, era stato detenuto ingiustamente.

Ma non otterrà alcun risarcimento per i quaranta giorni trascorsi in carcere.

Detenuto ingiustamente per stupro

La vicenda risale a ottobre 2016. Il giovane Petrisor, accusato dall’anziana vicina, era stato scagionato dall’esame Dna. Lo stupro, quindi, era solo una montatura. Ma era costato al romeno 40 giorni di carcere. Da qui la richiesta di risarcimento avanzata dal suo legale, l’avvocato Cristian Mongodi. Un’istanza che però è stata respinta dalla Corte d’Appello di Brescia.

Nessun risarcimento

Si attendono ora le motivazioni dell’ordinanza della Corte d’Appello. Dopo la vicenda, il romeno ha lasciato l’Italia per rientrare nel suo Paese. L’anziana che l’ha accusato, invece, è stata rinviata a giudizio  insieme all’amante.

Le parole dell’avvocato

“La Corte d’Appello non ha accolto la nostra domanda di risarcimento perché nelle motivazioni della Corte d’Appello il mio assistito avrebbe una colpa grave per aver contribuito all’errore giudiziario – ha affermato l’avvocato Mongodi – Secondo la motivazione il signor Petrisor avrebbe chiamato un’amico dicendo che i Carabinieri lo stavano cercando. Secondo questa ricostruzione, alquanto ipotetica, si sarebbe sottratto all’arresto. Di questa telefonata non ci sono prove. Lui  è andato a dormire da un parente come faceva sempre ma lunedì è andato sul posto di lavoro, dove è stato arrestato. Se fosse stato ricercato non sarebbe andato”.

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Petrisor e il suo avvocato faranno ora ricorso per Cassazione perché a loro dire le motivazioni sono “frutto di un ragionamento machiavellico che non trova fondamento”.

 

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