Si è tenuta oggi, nella sede di via Corsica la presentazione dell’annata agraria 2018 di Confagricoltura Brescia, in previsione dell’assemblea generale di sabato 23 febbraio. Il settore agricolo bresciano mantiene l’andamento degli ultimi anni, puntando nel 2019 ad investire in particolare nelle bioenergie

L’andamento

Il 2018 è stato per il gruppo bresciano di Confagricoltura “Un’annata agraria tutto sommato nella media, ma registriamo anche quest’anno un lieve calo delle aziende agricole” ha spiegato il Presidente Giovanni Garbelli. Continua infatti, l’inesorabile moria che ha investito il settore da ormai 10 anni con una percentuale di calo del 1,7% all’anno. Ciononostante il numero dei capi rimane costante, se non in aumento come il plv (produzione lorda vendibile).

Il latte

Il latte rappresenta anche per il 2018 il settore trainante del settore delle produzioni zootecniche della provincia di Brescia. Un anno tra luci e ombre, caratterizzato da un mercato in forte contrazione, spiegabile con un eccesso di offerta rispetto alla richiesta del mercato, ma una brusca ripresa verso settembre, dovuta soprattutto alla grande richiesta di derivati del latte in particolare il Grana Padano. Mentre i primi due mesi del nuovo anno fanno ben auspicare, aprendo alla possibilità di un “anno d’oro” per il settore latteo-caseario.

Sviluppo delle bioenergie

Settore fondamentale per la crescita dell’agricoltura è quello delle bioenergie. Da sempre uno degli investimenti di Confagricoltura, visto come “una possibilità di aumentare non solo il reddito, ma anche come volano economico per far crescere le nostre aziende”. Il biogas e il biometano, rientrerebbero infatti all’interno del progetto di economia circolare, che per Confagricoltura rappresenta la chiave per il successo per il mondo dell’agricoltura. Il fatto di poter utilizzarre il refluo, trasformandolo in energia ed in calore, ed in futuro riuscire ad avere un combustibile 100% naturale come il metano, costituirà un passo avanti incredibile per le aziende. “Purtroppo non tutti in passato hanno creduto in questo – ha spiegato Garbelli – ma grazie ai 25 milioni di euro stanziati con la nuova finanziaria, nel mese di giugno grazie sarà possibile costruire 50/60 nuovi impianti in tutto il territorio italiano”.

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Il rapporto con l’Europa

“Siamo all’ultimo anno della PAC” ha detto il Presidente Garbelli, “arriviamo da una programmazione quinquennale, che non abbiamo mai nascosto in questi anni non ci è mai piaciuta e non rispecchia i bisogni delle nostre aziende agricole. Oggi l’Europa sta mettendo i punti tecnici, prima delle elezioni per poi trasformarli in legge con l’insediamento della nuova commissione tra ottobre e novembre. Noi riteniamo che per poter perseguire allo scopo di mantenere al centro l’impresa agricola, sia necessario mantenere l’aiuto diretto al reddito e la misura degli investimenti. Per questo ci opporremo con forza alla riduzione delle risorse, in quanto non si può pensare di avere una contribuzione allineata tra paesi della nuova e della vecchia Europa, che hanno wellfare e tassazioni completamente diverse”.

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