Chino Color Brescia: “Non mandateci più corrieri di colore”. L’azienda di Lumezzane ha inviato la richiesta ai suoi contatti.

Caso shock – “No ai corrieri di colore”

La denuncia è arrivata da una delle aziende che ha ricevuto la mail dalla ditta Chino Color srl di Lumezzane. “Chiediamo tassativamente, pena interruzione di rapporto di fornitura con la vs Società, che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili” riporta il messaggio shock partit dall’account di un’azienda di lavorazione di metalli del Bresciano, la Chino Color Srl di Lumezzane, il 21 giugno scorso. La richiesta, contrassegnata come “comunicazione importante”, sarebbe stata inviata a tutti i fornitori. “Gli unici di nazionalità estera che saranno accettati saranno quelli dei paesi dell’est, gli altri non saranno fatti entrare nella nostra azienda né tantomeno saranno scaricati”, continuava il messaggio carico di razzismo.

L’intervento del sindaco

Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Lumezzane.  “Conosco la realtà lavorativa della mia terra e pure la famiglia Becchetti di Chino Color è nota, a mio modesto parere si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua che si sta ingigantendo solo perché se ne parla senza cognizione del contesto territoriale”. A dichiararlo è Josehf Facchini, sindaco di Lumezzane dove è esplosa la polemica per delle mail a sfondo razzista inviate da un’azienda.

“Non ho ancora avuto modo di sentirli, ma mi sento di dire che sposo la tesi dei dipendenti, che parlano di uno sfogo dovuto a reiterate incomprensioni con alcuni corrieri. Chi conosce Lumezzane sa che è la patria della casa-officina, dove l’imprenditore è il primo a stare in fabbrica e l’ultimo ad andare via perché ama ciò che fa ed è una persona che si dà da fare con impegno. È chiaro che condanno ogni episodio di razzismo e discriminazione ma francamente non capisco come possa far passare per razzista un imprenditore che, a quanto so io, dà lavoro indistintamente ad italiani e stranieri. Mi auguro che il caos mediatico a livello nazionale non finisca per strumentalizzare una realtà produttiva e positiva come quella lumezzanese. Siamo un territorio conosciuto da tutti per il nostro modo di intendere il lavoro e proprio grazie ad esso diverse comunità di stranieri si sono integrate alla perfezione. Peraltro i nostri imprenditori sono conosciuti nel bresciano come una categoria di persone generose e disponibili, fatto che è testimoniato anche dalle floride realtà di volontariato che puntualmente vengono sostenute con donazioni e supporto concreto”, ha concluso.

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Formentini e Borghesi (Lega) – “Non criminalizzare una categoria d’imprenditori”

“Lo diciamo con chiarezza: qualsiasi fatto di razzismo, se confermato, va condannato senza alcuna esitazione ma non si deve generalizzare sull’accaduto. E’ importante che questa vicenda non venga strumentalizzata per stravolgere l’immagine di una realtà produttiva come quella di Lumezzane e colpevolizzare, a torto, la figura degli imprenditori della Valtrompia”. Queste le dichiarazioni a caldo dei parlamentari bresciani della Lega Stefano Borghesi e Paolo Formentini, eletti rispettivamente al Senato e alla Camera proprio nel collegio elettorale di Lumezzane.  “Chi conosce questi luoghi sa che Lumezzane è terra di lavoratori infaticabili ed imprenditori generosi e disponibili, come testimoniato anche dalle floride realtà di volontariato che puntualmente vengono sostenute con donazioni e supporto concreto. Qui molti immigrati regolari con voglia di lavorare e di integrarsi hanno trovato un lavoro grazie ad un tessuto imprenditoriale che ha saputo accoglierli e valorizzarli. Quel che è certo è che accusare un’intera classe imprenditoriale parlando di diffuse difficoltà nei percorsi di integrazione per gli stranieri in realtà come quella di Lumezzane significa raccontare un mondo che non esiste e chi lo fa dimostra di non conoscere quel territorio e i suoi imprenditori”.

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