Un sequestro che ha fatto prima discutere e poi depositare un’interrogazione consiliare. La questione, nota ormai ai più, è quella relativa al sequestro effettuato dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brescia del capannone, in via Statale, di proprietà del padre di Alberto Bertagna, segretario provinciale della Lega e assessore al commercio.

Il sequestro da parte dei carabinieri

Diverse le irregolarità evidenziate dai militari in fase di controllo, dalla mancanza di porte antipanico a norma, alle inferriate alle finestre all’utilizzo stesso del capannone affittato quale deposito ma in realtà utilizzato quale laboratorio. “L’immobile inizialmente appariva come disabitato e inutilizzato, con finestre sbarrate e oscurate da un telo scuro” – hanno dichiarato i carabieri del Nil dopo il sequestro delle scorse settimane.

Caporalato negli immobili del segretario provinciale leghista, scatta l'interrogazione

Tegola politica

In molti si chiedono per quale motivo, visti i precedenti, nessuno, compresi i proprietari, abbia mai effettuato controlli per accertare che l’attività procedesse in maniera regolare e a norma di legge. Tra questi anche molti consigliere di minoranza, che una volta appurata la veridicità della notizia, non hanno mancato di manifestare la propria contrarietà nello scoprire che i fatti si erano verificati, ancora una volta, nel capannone dell’esponente leghista su cui si concentra da sempre la battaglia contro la clandestinità e l’illegalità. L’episodio non sarebbe infatti il primo.

Leggi anche:  Il medico si chiama Di Maio: leghista rifiuta la visita

La minoranza

“Preoccupazione per il ripetersi, sul territorio calcinatese, delle medesime spiacevoli situazioni: cittadini stranieri, di cui alcuni clandestini che vivono e lavorano senza tutela e probabilmente oltre il limite dello sfruttamento in capannoni che a dire dell’Assessore Bertagna erano dati in locazione ad uso deposito e che per tale utilizzo sarebbero a norma” – si legge a margine del documento protocollato dai consiglieri giovedì mattina. “È mai possibile che persone che lavorano e vivono in un capannone a ridosso del centro abitato e di un’arteria di comunicazione molto trafficata non vengano attenzionate dagli agenti che controllano il territorio? Ci si chiede perché l’assessore Bertagna, già purtroppo incorso in analoghe situazioni spiacevoli, non abbia attenzionato in modo particolare i propri capannoni”.  I consiglieri hanno depositato l’interrogazione proprio in questi giorni. Nel testo vengono richieste la verifica della regolarità edilizia, la destinazione d’uso assentita, l’esistenza e la conformità dei certificati, la formale relazione del responsabile dell’area tecnica e della comandante della Polizia Locale relativamente al tipo di controlli effettuati sugli edifici ad uso produttivo, come quello sequestrato.

L’articolo completo in edicola con Montichiariweek

TORNA ALLA HOME PAGE