Si è tenuta questa mattina, lunedì, in Loggia la conferenza stampa per l’evento di sabato

Dai due mani al cuore

Dai due mani al cuore è un progetto strutturato, sia con parte teorica che con parte pratica, per formare sempre più persone alla rianimazione cardio-polmonare. Al centro dell’attenzione gli studenti degli istituti superiori di Brescia, di età compresa tra i 17 e i 18 anni, che sabato 30 marzo al Palaleonessa saranno abilitati con test pratico alla presenza di istruttori competenti di diverse realtà e appartenenti ai quattro Cefra (Centri di formazione regionale).

L’organizzazione di tale evento è stata possibile grazie all’AAT 118 di Brescia, ad Areu, al Comune di Brescia, all’Associazione Comuni Bresciani e all’Ufficio scolastico provinciale.

A presentare l’iniziativa l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Brescia Valter Muchetti, il responsabile progetto regionale defibrillazione precoce dottor Guido Villa, il direttore dell’Acb Veronica Zampedrini, la Direttrice dell’AAT 118 Brescia dottoressa Giovanna Perone e il coordinatore regionale progetti Pad, infermiere Salvatore Compatti.

Gli interventi

“Un’iniziativa importante che si svolgerà al Palaleonessa, dove circa 1200 ragazzi si abiliteranno con un addestramento teorico-pratico, alla rianimazione cardio-polmonare e alla defibrillazione precoce – ha commentato l’assessore Muchetti – Con questa iniziativa si innesta sempre più l’attenzione alla prevenzione, per cui è necessario un lavoro in sinergia, così da essere efficaci e interessare i giovani (diciassettenni e diciottenni) che si affacciano al futuro con queste importanti nozioni, sensibilizzandoli magari anche ad avvicinarsi al mondo del volontariato. Grazie a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo, sponsor compresi, per la realizzazione di questo progetto”.

Ad intervenire dopo l’assessore Muchetti, è stato il responsabile del progetto regionale defibrillazione precoce dottor Guido Villa.

“E’ un onore essere presente a queste iniziative messe in campo dalla AAT 118 Brescia che si prodiga per attività che hanno permesso a questa città di essere estremamente attiva su questa tematica. – ha commentato il dottor Villa – E’ fondamentale diffondere la cultura della prevenzione ma anche della prima cura nell’anello della sopravvivenza ed è per questo che abbiamo dato sin da subito il nostro patrocinio. I giovani che saranno i cittadini di domani saranno preparati culturalmente a far fronte a questa problematica sanitaria”.

Dopo il dottor Villa la parola è passata alla dottoressa Zampedrini dell’Acb, associazione comuni bresciani.

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“Ho fatto una sola cosa: crederci. – ha esordito Veronica Zampedrini – Devo ringraziare tutti coloro che ci supportano, in particolare modo per il Comune di Brescia, la dottoressa Elsa Boemi e l’assessore, a seguire gli insegnanti, i ragazzi e i volontari del soccorso e della Protezione Civile, i rappresentanti Ari. Come sostiene il nostro presidente Gabriele Zanni, dei gesti elementari possono salvare una vita senza essere dei sanitari, queste manovre praticate tempestivamente prima dell’arrivo dei soccorsi, con l’ausilio dei defibrillatori, portano a risultati positivi”.

Infine l’intervento dei sanitari la dottoressa Perone e il coordinatore Pad Compatti che hanno presentato lo svolgimento della mattinata del prossimo sabato. “Il grazie va a tutta la AAT di Brescia per aver reso possibile tutto questo, non da meno i quattro Cefra, che hanno fornito 200 istruttori, per questa occasione formativa, e a tutti gli sponsor che hanno sostenuto con il loro contributo l’iniziativa” ha sottolineato la dottoressa Perone.

Il coordinatore Pad Compatti si è addentrato nei dettagli. “Un lavoro complesso reso possibile dalla sinergia con gli insegnanti. Un progetto che coinvolge sia il mondo dello sport che della scuola, allo stesso tempo offrendo formazione alla prevenzione. Dopo il corso teorico sabato i ragazzi affronteranno un percorso tecnico-pratico con gli istruttori che li porterà all’abilitazione a praticare la rianimazione cardio-polmonare e a utilizzare il defibrillatore. Una certificazione importante riconosciuta su tutto il territorio nazionale”.

La giornata di sabato

L’appuntamento con i circa 1200 studenti è alle 8.30 all’interno della struttura Palaleonessa di via Caprera al civico 5, dove inizieranno nell’immediato le attività, per giungere poco dopo il mezzogiorno alla certificazione a seguito del superamento del test pratico.

I dati

Ogni anno in Italia circa 60mila cittadini muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco, spesso improvviso tanto da non essere preceduto da alcun sintomo o segno premonitore. Quando il cuore cessa le proprie funzioni la possibilità di sopravvivenza di chi è vittima di questo evento è inferiore al 10 per cento. La letteratura scientifica ha però dimostrato che un soccorso tempestivo e corretto contribuisce a salvare fino al 30 per cento delle persone colpite. Imparare a farlo a scuola in Italia ogni anno potrebbe portare a salvare la vita a 15mila persone.

Diamo due mani al cuore!

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