Se n’era parlato sul Manerbio Week del 10 maggio: misteriosi botti che, ormai da tempo, rimbombavano per la città a ogni ora del giorno e della notte. La causa è rimasta ignota per settimane. I Carabinieri, al termine di attività di indagine, hanno svelato le cause e individuato i presunti responsabili delle esplosioni.

Botti misteriosi

Diverse erano state le segnalazioni per quei forti boati che facevano tremare porte e finestre: sui social network era divenuto argomento pressoché giornaliero e anche sul Manerbio Week del 10 maggio (le esplosioni continuavano da ormai una settimana) era comparsa la notizia. Le segnalazioni tempestive alle Forze dell’Ordine, infine, hanno dato i loro frutti. Di fatto, grazie alle tempestive segnalazioni inviate, le varie pattuglie intervenendo in tempo reale sono state in grado di individuare i luoghi, tempistiche e dinamica esatta delle esplosioni, nonché repertare i residui di esplosioni derivanti da fuochi d’artificio di grosse dimensione e bombe carta.

Colpevoli nel sacco

La svolta è giunta quando, a seguito di un intervento dietro segnalazione, sono state acquisite le immagini di videosorveglianza di un esercizio pubblico. Grazie a queste, al termine degli accertamenti, si è giunti all’identità dei due soggetti: un manerbiese 40enne operaio e un milzanese 30enne imprenditore agricolo. Le perquisizioni nelle abitazioni hanno permesso di rinvenire diversi fuochi d’artificio e bombe carta per un peso complessivo di 3 chili reperite tramite internet. I due dovranno ora rispondere davanti all’autorità giudiziaria di esplosioni pericolose in centro abitato, introduzione nello stato di materie esplodenti ed omessa denuncia di materie esplodenti.

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